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Ladies and Gentlemen, start your engines!


Pensa all’uscita della Source e al gas spalancato fin su a Les Combes, dopo Eau Rouge-Radillon e Kemmel e pensa al doppio DRS Lotus. Pensa all’ultima gara e alle sfavillanti performance di Grosjean prima e Raikkonen poi. Pensa a quest’ultimo, con cinque vittorie già a curriculum sulla “pista dei campioni”. Pensa all’ultima di quelle cinque, nel 2009, poi due anni d’esilio e il ritorno 2012 cui ancora manca la vittoria sin qui solo sfiorata. Pensa a domenica prossima… può succedere per davvero?

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Dopo la pausa estiva il Circus sbarca a Spa, grazie a Dio, fresca di riconferma per i prossimi anni. 5 settimane d’astinenza sono tante e il menù previsto è straordinariamente ricco, l’appetito dato dall’incertezza che regnava sovrana prima del break è lo stesso del poi.

Tutto sembra soffiare in poppa per Kimi Raikkonen, ma non è proprio così. I migliori Exploit sin qui messi in pista sono stati in situazioni ben diverse. In Bahrain e Ungheria, dove le Lotus si sono esaltate per il minor degrado degli pneumatici rispetto agli avversari, l’asfalto era rovente. Difficile pensare che nella foresta delle Ardenne si scateni un improvviso caldo tropicale con l’autunno alle porte.

Più facile ipotizzare, se non altro per dato statistico puro e semplice, a temperature più miti se non a qualche improvvisa goccia di pioggia come nel memorabile finale del 2008. In queste condizioni, oggi come allora, sarebbe più lecito puntare sulla “iena” Lewis Hamilton reduce da una vittoria nell’ultima gara, con una McLaren finalmente in crescita dopo un periodo di smarrimento, anch’egli all’esordio con doppio DRS.

Ma non solo…

Se si accosta Spa a Silverstone per via dei lunghi curvoni veloci in appoggio su ambedue i tracciati, ultimi baluardi di una F1 ancora pre-Tilke, verrebbe da dire Red Bull… che poi si legge Newey. Forse quest’anno un po’ appannato sugli scarichi, peraltro scoperta (o meglio ri-scoperta) sua, ma ancora guru indiscusso in fatto d’aerodinamica pura. A complicargli la vita il fatto che, in questi ormai sporadici contesti di piste “storiche”, tra i due alfieri va forse ancora più Webber che non Vettel.

A Silverstone, però, andò molto bene anche la Rossa che andò ancor meglio dopo a Hockenheim dove esordirono le gomme dure 2012 della Pirelli. Un aspetto, quello delle coperture, mai tanto discriminante quanto quest’anno! Sulla Rossa siede poi “tanta roba” Fernando Alonso, “imbattuto” dai compagni di squadra in terra belga eppure proprio lì mai vincitore.

Chissà, infine, se di quest’idea è anche Michael Schumacher che, come dichiarato oggi alla stampa tedesca, ritiene lo spagnolo “il più grande del momento” ma che, a differenza sua, in Belgio ci ha esordito e vinto eccome: non una ma ben sei volte e mezzo e più (considerando il “furto” del 94 e la “sporcizia” del 98). In questo 2012, forse all’ultima chance, troverà l’asfalto più amico per lui, le gomme più amiche per lei (la sua Mercedes), il doppio DRS e, forse, la pioggia. Tutti fattori congeniali al vero “King of Spa”.

Che vinca Raikkonen e che il suo rientro diventi trionfale, che vinca Hamilton e si riprenda quanto scippato nel 2008, che vinca Webber e conquisti la leadership nel team almeno per questo 2012, che vinca Alonso e piazzi l’affondo mondiale, che vinca Schumy e risorga… comunque vada… dopo cinque settimane d’astinenza, il modo migliore di rientrare è farlo qui, così, e… accendere i motori!

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