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La Febbre Fernando


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Quella che si prospetta per il 2010 in casa Ferrari è una svolta epocale: rescisso il contratto di Raikkonen con un anno di anticipo ci si appresta a fare posto fin da subito ad Alonso. Dalle parti di Maranello ognuno di questi cambi di testimone ha rappresentato un nuovo ciclo, spesso di successi, destinato a durare diversi anni. Ebbene, da ieri, è ufficialmente scattata la “Febbre Fernando”.

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Lo so, prima c’era stata la “Febbre Villeneuve”, periodo avaro di successi ma che nessun appassionato ha dimenticato neppure oggi, a distanza di oltre 25 anni dopo.

Da fine 77 a inizio 82, 5 anni scarsi e 6 successi, questo il crudele curriculum dell’Aviatore in numeri. Niente di eccezionale, indimenticabile od innumerevole. Eccezionali, indimenticabili ed innumerevoli invece le emozioni che ci ha regalava…

Perché Villeneuve usciva di traverso ad ogni curva (vedi Montreal 81),

Perché Villeneuve ci provava sempre e comunque (vedi Zolder 78),

Perché Villeneuve sorpassava, anche all’esterno (vedi Zandvoort 79),

Perché Villeneuve non si arrendeva mai, anche con la macchina che non va (vedi Imola 80),

Perché Villeneuve vinceva persino con la macchina che non va (vedi Monaco 81),

Perché Villeneuve lottava come una bestia (vedi Jarama 81),

Perché Villeneuve s’incazzava (vedi Imola 82),

Perché Villeneuve era ottuso (vedi Zandvoort 79),

Più semplicemente perchè Villeneuve aveva le palle (vedi Digione 79)!

Poco importa se era incostante, non curava i dettagli, sbagliava ed era uno “sfascia macchine”. Gilles conquistò tutti con il cuore e la passione sbattuta in pista. Se poi il successo non arrivava, pazienza, perché “con lui si vince sempre”, parola del Drake, al quale notoriamente interessava che vincesse la Ferrari indipendentemente da chi la guidasse.

Un entusiasmo tale che neppure Schumacher con 5 titoli mondiali e 72 vittorie in rosso è mai riuscito a scatenare. Paradossalmente ci andò più vicino nel 96, anno del suo approdo a Maranello, prima di aprire lo straordinario ciclo di successi Ferrari che tutti ricordiamo.

Al primo Gran Premio in Australia si presentò riuscendo a stare in scia alle imbattibili Williams pur guidando un catafalco di macchina che richiamava la disastrosa F92-A, oltre che nelle linee, anche nelle prestazioni. Anche se costretto al ritiro a metà gara, per i ferraristi si trattò di un evento. Erano anni che le rosse versavano in una profonda crisi tecnica e non erano in grado di lottare per la vittoria.

Tempo qualche gara e, a Barcellona sotto la pioggia, il tedesco ottenne la prima vittoria in rosso compiendo un capolavoro, con sorpassi a ripetizione, il più bello dei quali proprio ai danni del suo predecessore Alesi.

Erano bastati pochi giri e quanti giuravano eterna fedeltà al francese già vacillavano, dopo qualche gara di loro più nessuna traccia. Jean non lo meritava ma, d’altra parte, le corse sono così. Un solo successo in carriera non gli rende giustizia, colpa della sfortuna di capitare dalle parti di Maranello nel momento più sbagliato possibile.

La stessa situazione si propone oggi, con una parte del tifo che giura eterna fedeltà a Raikkonen, l’uomo designato come l’erede di Schumacher protagonista della vittoria mondiale al primo tentativo nel 2007, ma anche di un lungo letargo per i 2 anni successivi.

Credo che anche ad Alonso basteranno poche gare per conquistare tutti compresi loro.

Perché Alonso entra di traverso ad ogni curva (vedi Budapest 2003),

Perché Alonso ci prova sempre e comunque (vedi San Paolo 2003),

Perché Alonso sorpassa, anche all’esterno (vedi Suzuka 2005),

Perché Alonso non si arrende mai, anche con la macchina che non va (vedi Silverstone 2009),

Perché Alonso vince persino con la macchina che non va (vedi Fuji 2008),

Perché Alonso lotta come una bestia (vedi Imola 2005),

Perché Alonso s’incazza (vedi Budapest 2007),

Perché Alonso è ottuso (vedi Istambul 2009),

Più semplicemente perchè Alonso ha le palle (vedi Nurburgring 2007)!

Per di più è costante, cura ogni dettaglio, non sbaglia e non è uno “sfascia macchine”. Fernando conquisterà tutti con il cuore e la passione che sbatterà in pista, a pochi importerà se il successo non arriverà subito. Se non dovesse essere fortunato da vincere al primo tentativo per regali altrui come accaduto ad altri (perché è così che andò nel 2007), è certo che perderà avendo dato tutto, alla Villeneuve.

Alonso ha tutto per garantire alla Ferrari un nuovo corso vincente e duraturo, non effimero… cioè alla Schumacher… cioè non alla Raikkonen…

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