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Esiste una minaccia Todt?


Per la stagione 2010 la Ferrari se la dovrà vedere con diversi avversari che, sulla carta, si presentano come validissimi pretendenti al titolo. Hamilton su McLaren, Vettel e Webber su RedBull, Rosberg su Mercedes con in aggiunta la terribile incognita di uno Schumacher sulla seconda freccia d’argento. L’avversario che più preoccupa è però un altro e ha nome Jean Todt. La minaccia Todt prende forma a partire dalla fine del 2006, ed ora, a fine 2009 potrebbe essere molto più concreta di quanto ancora non appaia.

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13 settembre 2006

Fernando Alonso: “Schumacher è il pilota più antisportivo e sanzionato nella storia della Formula 1. Con il suo abbandono nel nostro mondo si tornerà a parlare più di sport che di politica. Perché lui è un campione, ha vinto molto, ma se possono, un aiuto glielo danno sempre. Comunque non s’illuda: nonostante quello che è capitato a Monza, la mia assurda retrocessione sulla griglia di partenza, sarò io a vincere il Mondiale. In questo momento la Renault è più veloce della Ferrari, abbiamo risolto i problemi legati alla proibizione del “mass damper”, mi basta vincere due delle prossime tre gare, ci riuscirò.”

GIUSTO!

Schumacher vinse il suo primo mondiale chiudendo Hill ad Adelaide nel 94, quanto meno, in maniera decisa. Ci provò con Villeneuve nel 97, stesso copione, questa volta gli andò male. Per questo secondo caso il tedesco successivamente ha effettivamente ammesso di aver compiuto la manovra di proposito. Aldilà di questi due episodi, dove la posta in gioco era pesante, i comportamenti in pista di Michael sono stati spesso al limite.

Se a questo ci aggiungiamo l’accoppiata Todt & Brawn al muretto non è eresia dire che nel l’aspetto politico avesse soppiantato l’aspetto sportivo.

Il mass damper era sulla Renault già dall’anno precedente. La Ferrari dopo aver provato a copiarlo senza grossi risultati, riuscì a farlo bandire.

La retrocessione sulla griglia di Monza diede adito a non poche polemiche. Faceva riferimento al momento in cui Alonso era impegnato nel suo giro di qualifica e durante cui, quindi, non rallentò e non ostacolò Massa che, peraltro, era indietro anni luce. Se anche così non fosse, Massa evidentemente sbagliò i tempi nel lanciarsi per il suo giro buono. In un momento cruciale della stagione, penalizzare così pesantemente l’iberico nel GP di casa della rossa, sembrò francamente sospetto.

27 settembre 2006

Fernando Alonso: “La scuderia di Maranello non mi ha mai cercato, ma io del resto non ci sarei andato: preferisco correre con un altro team e battere le rosse. Anche perché ho l’impressione che la Ferrari sia sempre leggermente favorita rispetto alle altre scuderie.”

GIUSTO!

La Ferrari è la storia della F1. Non esistono altri team che abbiano corso tanto e vinto tanto. Ovvio che battere i numeri uno abbia un sapore speciale, un qualcosa in più. Nell’epoca Todt è opinione piuttosto diffusa che FIA e Ferrari abbiano reciprocamente goduto di una tacita complicità. L’esempio più lampante di ciò fu il GP di Indianapolis del 2005 dove Todt, impugnando il regolamento e abbandonando ogni forma di buon senso, fece sì che il al via si schierarono solo 6 monoposto vincendo così l’unica gara di quella stagione. Oppure si può tornare indietro al 2002 quando, all’ultimo giro e ancora a metà campionato, Barrichello ricevette l’ordine dal muretto di rinunciare alla vittoria in favore del compagno tra lo scandalo generale. La federazione non intraprese alcuna azione in merito, nonostante gli ordini di scuderia già allora fossero espressamente vietati dal regolamento.

15 novembre 2006

Fernando Alonso: “In Giappone è stato bello vedere il motore di Schumacher in fumo: senza essere visto ho chiuso il mio pugno con forza, con gioia. Dopo il sorpasso ho parlato con la squadra per sapere a che distanza ero da Massa, perché temevo potesse buttarmi fuori dalla pista. Per la Ferrari vale tutto.”

GIUSTO!

Il ritiro di Schumacher per lui in quel momento voleva praticamente dire campione del mondo. Esultare a seguito di ciò è il minimo che ci si possa aspettare, specie dopo una lunga stagione densa di polemiche e tensioni durante la quale la Ferrari, ciò che non riusciva a vincere in pista, provò a vincerlo nei tribunali.

16 giugno 2007

Jean Todt: “Alonso è un gran pilota. Ci sono stati contatti che non andarono in porto. Ma a me non va di cambiare e nel capitolo di Todt non ci sarà Alonso… Ora noi abbiamo due piloti di 27 e 28 anni, a me non va di cambiare. Detto questo, la Ferrari non è mia e un giorno il mio capitolo si chiuderà. dopo saranno altri a prendere le decisioni”.

SBAGLIATO!

Per il dopo Schumacher scelse Raikkonen lasciando alla concorrenza Alonso, il fresco bicampione del mondo. Tale scelta è stata un errore. Un errore rimasto congelato per un anno grazie da un mondiale, ormai inaspettato e del tutto fortunoso, ma resosi poi evidente nei 2 anni successivi.

A Montezemolo risultò indigesto già il lungo periodo di inserimento ed adattamento del finnico nel 2007, ancor di più l’opaco 2008.

È solo un ipotesi ma potrebbe essere che sia qui che si crei la frattura di uno dei sodalizi più vincenti della storia. In altre parole è qui che Montezemolo decide di rinnegare il percorso tracciato da Todt gettandosi su quella che, probabilmente, era stata la sua idea fin dall’inizio, Fernando Alonso.

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11 novembre 2008

Luca Cordero di Montezemolo: “Sei proprio tu, il Kimi vero, quello in carne ed ossa? Oppure un tuo amico, un sosia, quello che negli ultimi gran premi correva per la Ferrari? Perchè secondo me, Kimi, eri un po’ stanco e hai fatto correre un amico per un po’ “.

Il presidente lancia l’avvertimento ma nel 2009 il trend non cambia.

17 marzo 2009

Todt esce ufficialmente dall’organigramma Ferrari. Nel frattempo si scatena la tensione tra FIA e FOTA originata dalla vicenda dei diffusori. Il responsabile del buco regolamentare è Ross Brawn anch’egli non più in Ferrari già da tempo. Il nemico pubblico numero uno di Todt, Flavio Briatore, si dimostra in prima linea nell’appoggiare Montezemolo. I 2 fanno fronte comune dichiarando quindi guerra a Max Mosley il quale ha sempre strizzato l’occhio a Todt prima e a Brawn ora.

19 giugno 2009

La FOTA dichiara di voler costituire un nuovo campionato alternativo.

15 luglio 2009

Max Mosley: “Non mi ricandido, Todt è l’erede ideale”.

21 settembre 2009

Flavio Briatore viene radiato a vita dal circus per le vicende del Singapore-Gate sulla base delle dichiarazioni di un non meglio precisato Mister X.

27 settembre 2009

Fernando Alonso: “Voglio dedicare questo podio a Flavio Briatore che ci ha seguito da casa.”

30 settembre 2009

Viene ufficializzato l’accordo con Alonso e la rescissione anticipata del contratto di Raikkonen.

23 ottobre 2009

Jean Todt viene eletto nuovo presidente FIA

16 novembre 2009

Mercedes, il più fiero avversario della rossa, compra il pacchetto di maggioranza della Brawn GP campione del mondo.

Oggi

Si fanno sempre più insistenti le voci sul possibile ritorno alle competizioni di Michael Schumacher alla guida di una freccia d’argento del neonato team che al muretto avrà ancora Ross Brawn.

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È evidente che ci sia stata una sorta di lotta di potere che ha portato alla caduta di Mosley, portata avanti in primis da Montezemolo e Briatore. Con l’uso della famiglia Piquet il vecchio Max è riuscito a portare a compimento la sua vendetta nei confronti di Briatore.

È possibile che, per mezzo di Todt designato come suo erede, per mezzo di Brawn tutelato e portato al titolo quest’anno, Mosley seppur deposto abbia ancora in serbo qualcosa nei confronti dell’impunito Montezemolo?

È possibile che, aldilà delle dichiarazioni di facciata, la vicenda Alonso abbia logorato i rapporti tra Todt e Montezemolo tanto da porli oggi incredibilmente su due fronti contrapposti? Esiste una minaccia Todt?

  1. Guido
    luglio 14, 2010 alle 11:22 am

    Come la mettiamo adesso col “fenomeno” Alonso?

    • luglio 14, 2010 alle 10:51 pm

      Domandina un pochino ampia, a cosa ti riferisci in particolare? Qua si parlava di Todt…

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