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Intervista a Franco Bortuzzo


Franco Bortuzzo, friulano da Spilimbergo (PN), è uno dei volti più conosciuti di Rai Sport. Settimanalmente presenta “Pit Lane”, trasmissione che accompagna le qualifiche di ogni gran premio, nonchè “Numero Uno”, magazine settimanale sul mondo dei motori in genere, entrambi su Rai Due.

Siamo abituati a vederlo in video nel gestire i collegamenti dal paddock con lo scondinzolante Ettore Giovannelli e gli ospiti in studio tra cui il grande Gianfranco Palazzoli, il tutto in un bel clima “da salotto” o “da chiaccherata al bar”.

In questa intervista lo scopriamo, tra l’altro, “Biker” e “Bagnino”… insomma decisamente più informale rispetto al solito. Con l’occasione ringrazio di tutto cuore Franco per la Sua disponibilità, lo saluto, e gli auguro buona fortuna per la prossima stagione… soprattutto, per gli altri progetti che ha in cantiere…

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Si è da poco conclusa la stagione 2009, un’annata anomala che, per molti versi, ha rappresentato “l’anno zero” della F1, non senza polemiche. Chiediamo quindi un’opinione ben informata su alcuni aspetti chiave:

Il caso Brawn GP:

Kingmarzio: Ross Brawn era il personaggio incaricato dalla FOTA per collaborare con la FIA nel redigere il nuovo regolamento. Alla luce di ciò, la vicenda dei diffusori è da considerarsi una “furbata” ai danni degli altri team oppure come l’ennesimo “colpo di genio” della carriera di successi dell’inglese?

Franco: Trattasi sicuramente di via di mezzo fra una furbata e un colpo di genio. Per capirci meglio, basterà, vedere le “mazzate” che prenderà Button da Hamilton in McLaren nel 2010 e si avrà un’idea chiara dei veri valori in campo e di quanto il 2009 sia stata un’annata “strana”.

Il caso Raikkonen:

Kingmarzio: Partiamo dal prolungamento del contratto fino al 2010 avvenuto a Monza 2008. Durante la stagione i risultati del finnico erano stati indiscutibilmente ben al di sotto delle aspettative. Nonostante avesse già un contratto fino al 2009 a cifre faraoniche, decisamente superiori a quanto percepito dal compagno Massa in quel momento più competitivo in pista, ci fu comunque ed inaspettatamente la nuova firma fino al 2010. Perché? Quali furono i retroscena?

Franco: Raikkonen ha un manager, tale Davidson, che a livello di pelo sullo stomaco è quasi meglio del mitico Willy “cinquepercento” Webber. E poi, convinti di avere un possibile campione del mondo 2008 (Massa) in Ferrari hanno pensato bene che non fosse il caso di cambiargli compagno di squadra.

Kingmarzio: Nonostante la corposa penale, la Ferrari ha comunque deciso di liberarsi anzitempo di Raikkonen, alla faccia di detto contratto.  Indipendentemente dai soldi di Banco Santader che sicuramente hanno il loro peso nella vicenda, cosa ha fatto degenerare i rapporti tra team e pilota nel 2009?

Franco: Raikkonen è un tipo incomprensibile, talvolta anche per il suo manager. La sua atavica incomunicabilità ha provocato l’inevitabile frattura con il team. Certo che fra lui e Massa non so chi sia stato meno in grado di sviluppare la macchina e di dare una linea guida alla squadra. I tempi del poker Schumacher-Brawn-Byrne-Todt sembrano lontani anni luce.

Kingmarzio: Per quanto riguarda il 2010 sembra che Kimi si prenda un anno sabbatico in stile Prost. Possibilità in team minori le avrebbe sicuramente avute, specie in un’ipotetica Renault sponsorizzata Nokia. Se non fosse stato per pretese economiche o libertà di partecipare a rally, sarebbe potuto approdare in McLaren. Con una Mercedes che compra la Brawn è ipotizzabile che il “cocco” di Norbert Haug avrebbe potuto piazzarsi senza problemi anche lì. Perché lo stop? Per soldi? Visto quanto accaduto con Massa, per evitare compagni scomodi?

Franco: Ripeto, perché Raikkonen non sa bene ciò che vuole. Ci vorrebbe la sfera di cristallo. Di certo si diverte di più a fare i rally. La Citroen gli sta sotto. Vedremo come va a finire.

Kingmarzio: Se, come dichiara, è perché esige una macchina vincente, la cosa gli fa onore?

Franco: Sai, se sei stato campione del mondo non vai facilmente alla Force India. In Mercedes-Brawn una macchina buona la troverebbe, bisognerebbe vedere se è capace di svilupparla. Io ho qualche dubbio, anche se credo che il finlandese rimane uno dei sei migliori piloti al mondo.

Il caso Mosley:

Kingmarzio: Da una parte  il comportamento della famiglia Piquet che a distanza di un anno, dopo il giustificato licenziamento di Nelsinho, fa esplodere il “Singapore-Gate”. Dall’altra un Briatore che arriva a costruire a tavolino una vittoria in modo così ambiguo. Cosa ti scandalizza di più?

Franco: Se hanno costruito una vittoria così mi fa veramente schifo. Ho qualche dubbio che siano riusciti a prevedere tante variabili.

Kingmarzio: Montezemolo ha dichiarato guerra alla FIA raccogliendo a sè tutti gli altri costruttori ed ha spodestato Mosley. Ora però, a dispetto di quanto siglato nel nuovo Patto della Concordia, deve digerire il voltafaccia di Bmw, Toyota e forse Renault. La via tracciata dal boss Ferrari per il futuro della F1 è quella giusta o forse il vecchio Max non aveva tutti i torti?

Franco: La FOTA di Montezemolo senza Honda, Toyota e Bmw è praticamente defunta. E Mosley è ormai fuori dai giochi. Per me hanno perso un po’ tutti. Se vogliamo vince Todt, ma con una formula uno in crisi è un po’ una vittoria di Pirro. Vedremo se il francese riuscirà a rimetterla in piedi.

Messa in archivio la stagione appena finita, ipotizziamo qualcosa per il 2010:

Kingmarzio: Dopo tanta confusione per l’anno prossimo sembra tutto più chiaro, con tante accoppiate pilota- auto che sulla carta paiono molto competitive. Chi vedi come favorito e chi come rivelazione?

Franco: Vedo bene Alonso ma vorrei sapere qualcosa di più della Ferrari. Credo ancora molto in Hamilton e in una McLaren parecchio competitiva. E do fiducia a Vettel. Secondo me sarà una lotta fra loro tre. Sulla rivelazione è veramente difficile fare un pronostico: Kubica in Renault ha poche possibilità, la nuova Brawn è un’incognita ma Nico Rosberg dovrebbe fa bene, mi piace molto Hulkenberg, pilota concreto, finchè la Williams va (cioè finchè ha soldi) il giovane tedesco potrebbe essere una bella sorpresa.

Kingmarzio: Per la Ferrari si aprirà un nuovo ciclo, come hai risposto al ns sondaggio (clicca qui)?

Franco:

Per chiudere, qualche domanda un po’ più personale:

Kingmarzio: Chi è stato il tuo primo “idolo”, quello che ti ha fatto appassionare a questo sport? In maniera più fredda e distaccata, chi consideri il numero1 di oggi, chi quello di domani e chi quello di sempre?

Franco: Mansell, un mito. Alonso, oggi. Domani forse un certo Nick De Vries, olandese, che a 14 anni oggi fa sfracelli nei kart. Il campione di sempre sicuramente Fangio.

Kingmarzio:In tutta la storia della F1 quale monoposto consideri sia stata la più rivoluzionaria o quale è quella che, semplicemente, hai più amato?

Franco: La Tyrrell S sei ruote. Pensa che smisero di costruirla solo perché non trovarono un gommista disposto a fare gli pneumatici. La monoposto era veramente uno spettacolo. Ma anche la Lotus effetto suolo non fu da meno.

Kingmarzio: Raccontaci un po’ la tua storia, come hai fatto a diventare giornalista, dove hai cominciato a scrivere, chi è stato il tuo “maestro”, ecc..?

Franco: Ho fatto di tutto prima di fare il giornalista. Partito da perito agrario ho fatto il bagnino, il barista, il malgaro, il muratore e quant’altro. Poi ho cominciato la carriera giornalistica al Messaggero Veneto quale corrispondente da Spilimbergo. Quindi la collaborazione ad altri quotidiani e riviste locali, poi la creazione della prima rivista università di Udine, Vox Athenaei, quindi vari uffici stampa, poi cinque anni da direttore al mensile (l’unico a tiratura nazionale in Friuli) Bikers Life, rivista per amanti delle moto custom e naked, e alla fine la scuola di giornalismo Rai di Perugia. Da lì il passaggio in Rai, prima a Tg2 Salute, poi al Tg3 regionale quindi a Rai Sport Milano. E lì un grazie ad Ezio Zermiani, il topolino dei box della formula uno. Per me è stato un secondo padre.

Kingmarzio: C’è un collega che apprezzi più degli altri? Uno con cui, invece, hai spesso opinioni diverse?

Franco: Nei motori mi piace Pino Allievi, nello sport in generale Gianni Mura, nel giornalismo a tutto tondo direi Michele Serra, Giuseppe D’Avanzo e Gianantonio Stella.

Kingmarzio: Quando in diretta trasmettono le comunicazioni radio con tra team e pilota, Ivan Capelli capisce davvero ciò che si dicono o, anche lui come tutti, va un po’ per improvvisazione?

Franco: Anni ed anni ad ascoltarle in macchina, al novantacinque per cento le capisce veramente. Al cinque per cento improvvisa, ma ci azzecca lo stesso.

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