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La grande beffa


Si è appena concluso il campionato 2009 che ha incoronato Jenson Button come campione. Nell’arco di soli 12 mesi l’inglese è passato dall’essere disoccupato causa ritiro della Honda, al tetto del mondo causa diffusori della Brawn. Da un singolo successo in 8 anni di F1, ne ha aggiunti altri 6 nella sola stagione 2009, per di più con titolo mondiale annesso. È passato dall’essere praticamente a carriera finita, allo strappare un nuovo ricco contratto con un top-team quale la McLaren.

Una storia che non sembra neanche vera, troppo simile a quelle delle favole dei bambini… per lui un destino forse fin troppo generoso.

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L’inglese ha avuto molteplici occasioni ma non è mai stato in grado di brillare e distinguersi. Gli va dato atto che per mesi ha tenuto botta sopportando una grandissima tensione. Il premio ricevuto è clamorosamente eccessivo ma, così è andata , e così rimarrà nell’albo d’oro di questo sport.

Questo per un verso pare profondamente ingiusto perché scorrendo l’elenco degli iridati ci si accorge che in esso non figurano alcuni mostri sacri mentre, in chiusura, figura invece sto belloccio del quale presto i più si sarebbero dimenticati.

La beffa più grande che la F1 abbia mai fatto è stata convincere il mondo che Stirling Moss non esista.

Invece esiste, eccome. È nel gotha di questo sport, fra i maggiori di sempre. I più non l’hanno affatto dimenticato. Tutt’altro che belloccio, per lui un destino fin troppo beffardo.

Vincitore per 3 anni consecutivi della 1000 km nell’inferno verde del Nurburgring.

Vincitore nel 55 sulle strade di casa nostra della 1000 Miglia in 10h 07min 48sec, record imbattuto, infliggendo oltre mezz’ora di distacco a niente meno che al “Maestro” Juan Manuel Fangio.

Eppure… Mai vincitore del mondiale di F1.

Per 4 anni dal 55 al 58 chiuse 4 volte consecutive secondo, e 3 volte terzo nei 3 anni successivi. 7 anni al vertice senza mai centrare il titolo che gli valsero il poco piacevole soprannome di “eterno secondo”.

Nel 55, 56, e 57 la colpa fu proprio di Fangio, il primo della classe, di 18 anni più vecchio ed esperto di lui. Un anno con la complicità di Collins che a Monza, cedette l’auto al compagno argentino perchè vecchio e, quindi, alla sua ultima chance. Peccato che neanche lui ebbe poi altre possibilità morendo per incidente solo pochi anni più tardi.

Nel 58 la colpa fu sua. Alla terzultima gara in Portogallo persuase i commissari a non squalificare il rivale Mike Hawthorn accusato di aver spinto la sua auto in seguito ad un uscita di pista, azione vietata dal regolamento. In conseguenza a ciò, Hawthorn diverrà il primo campione mondiale inglese della storia, mentre Stirling, sconfitto per un solo punto di svantaggio, verrà ricordato anche per la sua sportività.

Nel 59 la colpa fu della macchina. Dopo il podio ottenuto in patria, vinse nuovamente in Portogallo così come a Monza. Per tutte le altre gare della stagione solo ritiri.

Nel 60 fu colpa di un primo gravissimo incidente. Regalò alla Lotus la prima vittoria della sua storia a Monaco ma poi, durante le prove sul vecchio e velocissimo tracciato di 14 km di Spa-Francorchamps, si fratturò entrambe le gambe, il naso e 3 costole. Stagione finita.

Nel 61 la colpa fu ancora della macchina. Ottenne la sua ultima vittoria nuovamente al Nurburgring dopo aver bissato il successo dell’anno prima nel principato. Ancora una volta i troppi ritiri resero però vani questi 2 successi.

Nel 62 la colpa fu di un secondo terribile incidente su un altro tracciato maledetto, quello di Goodwood. In seguito, forse troppo presto e non ancora ripresosi del tutto, provò comunque a risalire sulla Sua Lotus. Girando più lento dei tempi da lui stesso registrati l’anno precedente, decise di rinunciare al prosieguo della carriera.

Il titolo non arriverà mai. A quasi 50 anni di distanza rimane il pilota ad aver vinto più gran premi che non figura nell’albo d’oro della F1, peccato.

Ma tutto sommato va bene, benissimo, così.

Il giorno dopo il botto di Spa, durante una delle più tragiche gare della storia, morirono i colleghi e connazionali Chris Bristow ed Alan Stacey. Dopo quello di Goodwood rimase in coma 6 mesi nonché semiparalizzato per tutta la parte sinistra del corpo per molto più a lungo. Miracolato non una ma ben due volte, quindi, al diavolo la corona!

Oggi ha ottant’anni suonati e frequenta ancora l’ambiente delle corse. Per lui il destino più che beffardo, soprattutto, generoso.

  1. Anto
    gennaio 16, 2010 alle 11:14 am

    Grande Stirling!
    In effetti leggere il nome di Button nell’albo d’oro e non il suo fa un pò impressione, ma il destino ha voluto cosi e la mancanza del titolo non sminuisce affatto il valore immenso di Moss.
    Per Button invece prevedo tempi duri, perchè è si un ottimo pilota, ma penso che Hamilton sia di un’altra pasta.
    Ciao!

    • gennaio 18, 2010 alle 9:42 am

      Ciao Bay,
      incredibilmente, su questo siamo perfettamente d’accordo!

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