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Nemico pubblico n°1


Ha un nome ed un cognome, trattasi di Michael Schumacher. Oltre alla sfilza di primati di cui già è in possesso, con il suo ritorno, ne piazza un altro: per chiunque nel 2010 sarà il nemico pubblico n°1.

Alla fine ha deciso e ha deciso per il sì. Torna dopo 3 lunghi anni passati a girare il paddock disorientato come un esordiente anche se di esordiente non si tratta visto che, il fresco quarantunenne, è l’uomo che ha vinto più di ogni altro.

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Più di Fangio, Clark, Stewart, Lauda, Prost, Senna  e qualunque altro mito venga alla mente. In cima, al primo posto, c’è lui, Michael Schumacher.

Nonostante i suoi record in pochi gli riconoscono il titolo di numero uno assoluto: il più grande dal punto di vista dei numeri sì, ma nel cuore dei tifosi no. Per la maggior parte di loro in vetta al suo posto figurano altri nomi, Senna soprattutto. Ma non solo, anche altri che a curriculum gli starebbero indietro anni luce, Villeneuve (Gilles) soprattutto.

Questo forse lo stimolo più grande, la volontà di spazzare via ogni dubbio ed arrivare a qualcosa di ancor più assoluto o, quanto meno, il desiderio sopito di competere ancora liberandosi di quel ruolo fittizio di “superconsulente” che proprio non fa per lui. Il pensiero di dare, semmai ce ne fosse bisogno, maggior valore a quei inarrivabili 7 mondiali e 91 vittorie. Su di essi infatti alcune ombre ad offuscarne la lucentezza: manovre al limite, giochi di squadra esasperati a suo favore, vettura talvolta enormemente superiore e, soprattutto, pochezza degli avversari.

Il problema di fondo è che Michael non ha in testa altro se non il correre, da qui nasce il fattaccio.

Tant’è vero che, guarda un po’,  di correre non ha mai smesso neanche dopo il ritiro, seppur non con lontano dalle F1. In un certo senso ha provato il tragitto di John Surtees, unico campione mondiale sia a 2 che a 4 ruote, ma in senso contrario: prima le macchine e poi le moto… un’impresa impossibile.

Questo fino alla scorsa estate, quando, il suo istinto viene stuzzicato da Montezemolo allo scopo di sostituire Massa. Michael ci vorrebbe tremendamente provare ma non potrebbe fare test, non avrebbe il tempo necessario per prepararsi, avrebbe invece un complicato ed immediato confronto con Raikkonen… un’altra impresa impossibile.

Poco dopo, il viscido Ross Brawn svolge un ruolo chiave. Venuto a conoscenza della voglia latente di rientro del vecchietto, coglie la palla al balzo e gli offre un volante per il 2010. Michael questa volta potrebbe fare test, avrebbe tempo il tempo necessario, avrebbe comunque un complicato confronto immediato con Rosberg… comunque un’impresa impossibile… o no?

Forse no, la situazione stavolta sarebbe ben più favorevole.

Schumy partirebbe alla pari del compagno, non dovrebbe infatti rincorrerlo causa una mezza stagione di ritardo. Le macchine, dovendo imbarcare il pieno di benzina, sarebbero completamente nuove e tutte da scoprire non solo per lui ma per tutti. Al muretto non avrebbe Domenicali bensì nuovamente il fidato Ross che lo ha accompagnato per la totalità della sua carriera. Dalla prima gara all’ultima. Dalla prima vittoria all’ultima.

Consapevole del fatto di non poter ambire a qualcosa in più, consapevole che questa possa essere l’ultima occasione buona per un rientro come gli compete, Michael accetta.

Grandissimo. La sfida sportiva cui va incontro è straordinaria. Inaudito non fare il tifo per lui e per il suo coraggio.

Insomma, rendiamocene conto: dato il conto in banca e l’indiscutibile fama di vincente, chi glielo fa fare!? In tutto questo ha solo da perderci. È come un all-in da cheap leader. Stupido ma, allo stesso tempo, entusiasmante.

Chi ha solo da guadagnarci è, una volta di più, quello con le cuffie e le banane. Infatti, convinto il tedesco Schumacher va da se che abbia avuto gioco facile a convincere i tedeschi della Mercedes. Dopo un anno ha venduto a peso d’oro una scuderia aveva pagato la cifra da capogiro di ben 1 sterlina. Alla faccia della crisi! Alla faccia di Montezemolo! Lui a risvegliare l’animale e lui a ritrovarselo contro accasato dal suo peggior nemico a Stoccarda, senza poter far niente per evitarlo. I posti alla rossa erano già riservati dall’anno prima quando tutto questo era ancora inimmaginabile, di qui il vano e disperato tentativo di proporre una terza macchina.

Altro che tradimento, Schumacher non ha tradito nessuno, semplicemente non era il primo della fila, è arrivato tardi. Senza contare pari riconoscenza dovuta alla rossa è dovuta anche alla Mercedes che diede il via alla sua carriera facendolo correre con i prototipi.

Indipendentemente da tutto e tutti, avrà lo scomodo ruolo di nemico pubblico N°1. Per Montezemolo, per la Ferrari, per Alonso, per Rosberg, per la McLaren, per Hamilton, per Button, per Vettel, per chi più ne ha più ne metta. Nessuno vorrà vederlo in trionfo, o meglio, tutti vorranno batterlo.

Non ci resta che aspettare la pista, l’unica in grado di darci la misura del rientro del re. Come Lauda, vincente anche dopo le fiamme del Nurburgring e dopo un primo ritiro. Come Prost, vincente dopo il famoso “anno sabbatico”. Oppure come Mansell, ancora in grado di vincere una gara ma senza lo smalto dei bei tempi. O peggio come Jacques Villeneuve, da subito l’ombra di se stesso.

Il primo nodo da sciogliere sarà la verifica delle prestazioni Mercedes. Quelle della Brawn nella seconda parte di stagione dello scorso anno crollarono e, per l’anno prossimo, non sono previsti altri escamotage tipo il ripescaggio dei vecchi diffusori. Nel frattempo, Maranello ha mollato lo sviluppo della macchina 2009 già a metà stagione per concentrarsi con largo anticipo sul progetto 2010. La McLaren, disastrosa a inizio stagione, ha chiuso l’annata con un ritiro, sì, ma mentre era in testa. Alla Red Bull i disegnini li fa un certo Newey che, basti guardare l’ultimo gioiello concepito, è sinonimo di garanzia.

L’altro nodo, quello principale, è costituito dai piloti. Michael in casa avrà un giovane di grande talento. Non è blasfemia chiedersi se, persino lui, sia effettivamente in grado di metterselo dietro oppure no. Fuori casa, se possibile, sarà anche peggio con Alonso, Hamilton e Vettel che, con tutto il rispetto, non sono certo Hill, Villeneuve e Coulthard. Tutta un’altra storia. Una brutta storia.

  1. Anto
    gennaio 16, 2010 alle 11:18 am

    Secondo me Alonso Hamilton e Vettel non dormono sonni tranquilli.
    Soprattutto a maranello hanno molta paura che il “vecchio zio” possa star loro davanti; questo perchè conoscono il suo valore e le sue competenze in fase di sviluppo e quindi dopo un pò di rodaggio Schumy si ritroverà a lottare con i migliori.
    Non è per nulla scontato che possa vincere, anzi, però non credo nemmeno che farà brutta figura.

    Ps: sono Baylisstic, ho cambiato il nome utente

    Ciao!

    • gennaio 18, 2010 alle 9:41 am

      Ciao Bay,
      sinceramente proprio non so cosa aspettarmi… Se devo azzardare, io dico che non ce la fa. Non lotterà per il mondiale, forse vincerà una gara o più (il che sarebbe comunque un trionfo!) ma credo che sia leggermente indietro ad altri. Lo vedo alla pari con Rosberg ma dietro ad Alonso, Hamilton e Red Bull. Magari poi la Mercedes sarà straordinaria, ma non credo.

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