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Intervista a Carlo Pernat – parte 1 di 3


Ho provato a contattare Carlo ed ho scoperto una persona squisita, di grande disponibilità e decisamente alla mano. Nonostante fosse di ritorno da Montecarlo ed in partenza per Sepang (Malaysia), ha trovato comunque il tempo di rispondere ad alcune domande. Non comodamente via mail, bensì via telefono in presa diretta, senza avere la possibilità di prepararsele prima, di pensarci su, di pesare le parole.

Non posso che ringraziarlo in quanto ha dimostrato, prima di tutto, di essere un semplice appassionato… e tra appassionati c’è sempre grande “sportività”, la chiaccherata  è stata prima di tutto uno spasso.

Genovese, probabilmente lui preferirebbe dire “Genoano”, attualmente è il manager di Loris Capirossi ma non disdegna qualche comparsata ai microfoni di Fuorigiri come opinionista dopo ogni gran premio. In passato ha cominciato da Gilera per poi passare in Cagiva, Aprilia e Ducati. Praticamente, da solo, ha toccato con mano tutto il mondo del motociclismo italiano, e non solo, tutto il paddock in genere. Quello che dice quindi, con ogni probabilità, coincide con il come siano andate effettivamente le cose. Sulle sue previsioni staremo a vedere… forse varrebbe la pena di scommetterci qualcosa sopra, voi che dite?

Parte 1 di 3:

– il caso Stoner

– la situazione piloti

– il futuro della MotoGP

.

Grande conoscitore dell’ambiente dati i prestigiosi trascorsi e dati i tuoi incarichi attuali, hai avuto modo di seguire in giro per il mondo un po’ per tutta la stagione. Dacci un’opinione “da vicino” su alcuni aspetti chiave:

Kingmarzio: A Donington Stoner decide per le Rain contro la volontà del team. Poi si autoelimina dalla lotta per il mondiale sparendo per 3 mesi. A fine anno Suppo chiude con Borgo Panigale. È fantascienza o è ipotizzabile che, dopo la gara inglese, i rapporti tra i 2 si fossero incrinati?

Carlo: Be’, guarda, io penso che lì sia stata veramente una cosa incomprensibile. Prima o poi salterà fuori tutta la verità quanto accaduto in parte ci sta e in parte no.

Cioè, la cosa che mi ha stupito è che non solo Stoner ma anche Hayden abbia fatto la stessa scelta. Non uno ma entrambi i piloti che mettono la gomma sbagliata, tanto per essere chiari la gomma da bagnato su asfalto praticamente asciutto.

Kingmarzio: Quindi pensi che sia stata una decisione del team?

Carlo: No, è una cosa stranissima, perché ti spiego:

–          se è Stoner che vedendo una goccia di umido decide di mettere ‘sta gomma, vuol dire che è da fuori di testa.

–          Se è il team peggio. Io ho fatto il team manager, in queste situazioni  si fa sempre il contrario, al massimo azzardi con quello che è dietro. Se tu ci fai caso quando c’è un po’ di incertezza meteo, quando tutti sono un po’ sul chi va là, i primi 6 partono sempre con la stessa gomma. Non c’è mai una volta che partono diversi. O 6 slick o 6 rain, punto. Non ha nessun senso, se proprio ci provi quando sei dietro, quando non hai niente da perdere.

Questa è la prima stranezza. Poi penso che i rapporti fossero già da un po’ non troppo idilliaci nell’ambito proprio della Ducati.

Kingmarzio: Supponi una sorta di “ripicca” da parte di Stoner nei confronti del team? Mi spiego meglio: Suppo lo “cazzia” per l’azzardo fatto e Stoner, forte del fatto che la Ducati la fa andare solo lui, sparisce per 3 mesi?

Carlo: Nooo, Ripicca no… però una stupidaggine sì.

Lui probabilmente in quel momento nella sua testa non era apposto. Stoner è un personaggio strano, diciamo che, per certi versi, è ancora un po’ bambino, non è una persona sufficientemente adulta. Quando vai in paranoia in quel modo, significa che non sei apposto di testa, non sei sufficientemente tranquillo… per certi livelli, è chiaro.

Per me, tanto per essere chiari, non era un problema fisico. Quella è una stupidaggine. Perché se di problema fisico si tratta non ti puoi permettere di guidare quella moto, a quella maniera, come fa lui. Non sei d’accordo?

Kingmarzio: È la storiella di facciata che hanno inventato per coprire?

Carlo: Bravo, punto.

Il problema nasce molto a monte. Per me nasce nel momento in cui lui s’era rovinato completamente lo scafoide della mano dx, ricordi? Se l’era completamente sbriciolato. Non si è voluto mettere sotto le mani di Costa, e lì secondo me il team doveva mettercelo. Tieni conto che Costa è una persona giusta ed è anche quello che ci segue durante tutto il mondiale.

Kingmarzio: Be’ ha un certo curriculum alle spalle…

Carlo: Costa non voleva operarlo, lui si è voluto operare comunque e lì è incominciato a nascere il pasticcio. Scarsa fiducia con il team, con l’ambiente, con il medico, con i medici… sì,  insomma, è nato un pasticciaccio…

Kingmarzio: E poi da lì è andata come tutti sappiamo…

Carlo: Eh sì, poi da lì, tutto un clima di fiducia o non fiducia, cosa ha fatto, cosa non ha fatto, si è ingigantito tutto fino ad arrivare, purtroppo, a far esplodere ‘sto casino. Casino perché quando Stoner ha fatto esplodere ‘sto casino quando ha fatto una cagata, perdonami. Sia chiaro, poi la cosa peggiore è stata però che nessuno abbia preso un aereo il giorno dopo per andare in Australia. È La prima cosa che avrebbe dovuto fare un team manager, io parlo per mia esperienza vissuta tra Gilera, Cagiva, Aprilia e tutta la carriera che ho fatto:

–          Primo, non mi è mai scappato un pilota, è assurdo.

–          Secondo, prendo un aereo il giorno dopo e me ne vado in Australia. Mi chiudo in una stanza e gli dico: “ragazzo mio, mettiamoci bene d’accordo perché tu sei stipendiato. Se non vuoi venire qua sappi che c’è un bell’avvocato dell’Indonesia mandato dalla Marlboro che ci ha fatto causa. Noi di Ducati dobbiamo pagare delle penali, vuoi che te li giriamo o preferisci venire su e ne parliamo?”

Capiscimi, è stata gestita malissimo anche da Ducati.

Kingmarzio: Praticamente mi hai già risposto ad altre 2 domande, quindi velocizziamo, così magari prendi l’aereo con calma…

Carlo: Immagino, immagino, ma io sono uno così molto chiaro, non è che sia uno che sta lì a girarci intorno.

Kingmarzio: Direi che quindi possiamo escludere che la partenza di Suppo farà da apripista per l’australiano in HRC nel 2011?

Carlo: Mah… guarda io penso una cosa, nella vita succede di tutto, il prossimo anno in scadenza di contratto ci sono tutti i piloti per cui sai… nel valzer ci sta tutto e non ci sta niente.

È chiaro che i rapporti personali possono avere un peso ma hanno ben altro peso gli ingaggi, i soldi, la moto, ecc…

Kingmarzio: I rapporti personali potrebbero essere, quindi, messi anche da parte?

Carlo: Il rapporto personale ti fa scegliere. Così come se tu hai un ingaggio da 5 con moto perdente lo scarti per un altro da 2 ma con una moto vincente, passi tranquillamente sopra al rapporto personale… Se hai più alternative magari può avere il suo peso, se hai una scelta sola…

Il problema sarà un altro. Data la situazione che c’è in questo momento, la faccenda che scadono tutti i contratti dei piloti diventa un po’ un falso problema. Secondo me a giugno, forse già a maggio ci sarà da capire chi effettivamente correrà nel 2011, come case intendo. La Yamaha è molto mal messa dal punto di vista finanziario, ha fatto delle mosse di chiusura che tu sai visto che sei brianzolo, in America ha perso il 90% del mercato…

Kingmarzio: Oddio, sapevo della crisi delle aziende giapponesi in genere, non pensavo però che la Yamaha fosse quella messa peggio.

Carlo: Sì, è quella messa peggio di tutti, te lo posso garantire. E quindi sai, anche Suzuki se non fa una moto decente… Il rischio ci può anche stare ma a furia di fare campionati sottotono così, non è che la cosa gli possa andare bene.

Quindi, primo obiettivo capire a giugno la situazione come si evolve in generale. Io dico che anticiperanno sicuramente il 1000, ne sono straconvinto. Anche se è stato pianificato per il 2012, credo che già dal 2011 si partirà con questo famigerato 1000, prototipo libero, telaio, elettronica e compagnia bella.

Kingmarzio: Per ragioni di produzione?

Carlo: La Dorna potrebbe aver già parlato con la Bmw, con la Kawasaki un’altra volta, con la Gilera o con l’Aprilia dicendo: “scusateci per quella stupidaggine che abbiamo fatto con l’800, venite qui che facciamo in modo che si spenda un terzo di quello che si spende oggi ”.

Kingmarzio: Per rimpolpare un po’ lo schieramento, visto che è un po’ scarno?

Carlo: Assolutamente. Ormai c’è poco niente e, oltretutto, ad oggi se non hai delle moto ufficiali sei furoi. Con la 800, oltre alla stupidaggine “sportiva” dove con tutta quella amata tecnologia il pilota di talento non conta quasi più niente, c’è quella economica. L’investimento di una casa che è costretta a spendere 30-40 milioni in un momento di crisi così, puoi immaginarti…

Kingmarzio: Infatti  dal mercato hanno ritirato tutte le stradali 750…

Carlo: Ti dirò di più! Con il 1000 se avevi una moto clienti potevi ancora fare qualcosa, vedi Melandri o Gibernau. Ti ricordi? Uno ha fatto vicecampione del mondo e l’altro a momenti vince il mondiale. Oggi se non hai la moto ufficiale, con la moto clienti sei distante anni luce. Punto. Su questo non ci piove.

…segue…

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    febbraio 5, 2010 alle 6:35 pm

    Bell’intervista king,complimenti!
    Sulla questione di Donington esprimo il mio punto di vista:
    Casey sta male,sa che con l’asciutto non può finire la gara sui propri livelli,
    mentre con il bagnato si.
    Punta tutto sulle rain,così che se si mette a piovere vince facile,
    e se non si mette a piovere non cambia poi molto.Lui sapeva che il titolo era ormai andato(perchè era consapevole della sua situazione fisica)e un’altro 5-6°posto non avrebbe fatto altro che prolungare l’agonia.La sua immaturità ha fatto il resto(io non corro per il 5-6° posto).Comunque la Marlboro deve sapere che con questa moto e un buon pilota sopra si chiude l’anno al 13° posto.
    Prima solo di pensare di rinunciare ad un pilota del calibro dell’australiano,bisognerebbe avere fra le mani un talento tipo Rossi,non meno.
    Ciao a tutti e alla prossima

    • febbraio 6, 2010 alle 11:36 am

      Benvenuto Roberto*,
      secondo me potrebbe effettivamente aver fatto quel ragionamento, il problema è che se fosse stato quello giusto lo avrebbero fatto anche altri, specie chi era indietro e non aveva nulla da perdere… invece…
      Grazie, ciao!

  4. Anto
    gennaio 30, 2010 alle 7:30 pm

    Complimenti!
    Bellissima intervista, poi mi dirai anche come fai a contattare tutti questi addetti ai lavori!
    Comunque Pernat mi è sempre piaciuto perchè è sempre bravissimo a parlar chiaro pur stando attento a cosa dice, andando a toccare argomenti delicati ma facendo capire tra le righe com’è poi andata.
    Aspetto la seconda parte!
    Ciao King!

    • gennaio 31, 2010 alle 11:20 am

      Tanti quanti ne ho contattati io ne ha contattati tu… anzi tu c’hai anche il gemellaggio con Turrini quindi sei avanti!
      Non fare il modesto…
      Ciao!

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