Home > F1, Generazione di fenomeni > Intervista a Stefano Modena

Intervista a Stefano Modena


Stefano a fine 87 è il campione F3000 in carica ed è autore di un ottimo esordio con la Brabham nell’ultima gara stagionale ad Adelaide. Tutto sembra in ascesa, invece, nell’inverno Ecclestone vende la scuderia la quale non avrà però modo di iscriversi alla stagione successiva.

Tutto da rifare, si riparte dall’esordiente Eurobrun e si apporda alla Tyrrell. Nel 91 a monaco è secondo dietro a Senna, potrebbe essere il giorno della consacrazione quando, sotto al tunnel, il motore Mugen lo tradisce. A fine stagione Stefano decide di passare alla promettente Jordan ma nulla va per il verso giusto, i risultati se ne vanno e, soprattutto, con loro se ne va anche la voglia di correre… Peccato.

.

Kingmarzio: Come ti sei appassionato al mondo dei motori? Chi è stato il Tuo primo “idolo”?

Stefano: Mi sono “appassionato”? Forse dovremmo discuterne un po’!

Comunque, diciamo, a farmi conoscere il mondo delle corse è stato mio padre. Il mio primo idolo è stato Emerson Fittipaldi!

Kingmarzio: Esordisci in F1 nell’ultima gara della stagione 1987 in Australia. Per te una Brabham motorizzata BMW, l’ultima “sogliola” con l’ultimo BMW turbo. Come ti trovasti con quel giocattolo?

Stefano: Sì, fu una bellissima esperienza e ovviamente anche difficile, soprattutto per la potenza  (980 CV) ed il peso elevati. Non era gia’ piu’ una sogliola, ma comunque ancora con quel concetto. Una buona macchina, mi divertii molto in quell’evento.

Kingmarzio: Per la stagione successiva la Brabham non riesce a schierarsi ma trovi comunque un volante alla EuroBrun. Cosa ti convinse ad accettare quella sfida in un team esordiente? Con un titolo F3000 in tasca possibile non ci fossero alternative?

Stefano: Non era così facile trovare una buona scuderia a quei tempi, troppi campioni del mondo e ancora tanti team manger con visioni troppo ristrette sui giovani piloti. Persi all’ultimo momento la possibilità di correre con la Benetton e gia’ era troppo tardi per trovare un posto libero. In aggiunta aspettai troppo il progetto Onyx F1, sperando o ascoltando troppo ciò che mi diceva il mio vecchio team manager. In altre parole persi alcuni treni.

Kingmarzio: L’anno successivo rientra la Brabham e vieni subito richiamato. Alle due squalifiche dell’anno precedente se ne aggiunge una terza per il GP di casa. Quali i motivi nelle 3 diverse occasioni?

Stefano: Con il team Brabham ebbi un’ottima esperienza alla mia prima gara in F. 1 ad Adelaide, anche loro rimasero soddisfatti del mio approccio, quindi gia’ a meta’ stagione 88’ cominciammo a parlare per un accordo.

Non ricordo con esattezza le ragioni delle squalifiche, mi hai ricordato gli episodi tu con la domanda.

Kingmarzio: In quell’anno hai un compagno scomodo, l’esperto Martin Brundle. Come riuscisti a tenergli testa?

Stefano: Non ho mai ritenuto Martin un compagno scomodo, quando ho avuto la macchina in condizione decenti sono sempre andato piu’ veloce di lui. Mi preoccupava di piu’ il livello generale della mia macchina. Non avevamo un budget importante per avere sempre tutto al meglio, e non avevamo le potenze degli avversari piu’ blasonati. Quello sì che era un problema!

Kingmarzio: In quella entusiasmante stagione 1989 ti qualificasti spesso nella top-ten, potenzialmente avresti potuto raccogliere molto di più. I troppi ritiri furono più dovuti a noie tecniche o a tuoi errori di inesperienza?

Stefano: Non ricordo con esattezza tutto quello che successe durante le gare. Certo, come detto prima, a volte avevamo la macchina non al 100% della preparazione: motore, aerodinamica (fondo piatto), molto spesso anche pneumatici (specie nella prima parte della stagione con enormi problemi), ecc… Sommando a tutto questo anche qualche mio errore, il risultato è che non siamo mai stati costanti.

Kingmarzio: Nel 90 rimani in Brabham e il nuovo compagno è forse ancora più scomodo, se non altro, perché è il figlio del grande Jack fondatore dell’omonima scuderia. Non ci furono favoritismi a suo vantaggio?

Stefano: No non ci furono favoritismi, David era molto inesperto. Non fu mai un compagno scomodo.

Kingmarzio: Tuttavia, rispetto alla precedente vettura, la musica è ben diversa. Dopo un promettente 5° posto a Phoenix la stagione va in calando. Eri rimasto invischiato nel definitivo declino della gloriosa scuderia?

Stefano: Esatto! Il declino totale purtroppo. Il 5° posto venne comunque ottenuto con la versione 89, non con quella 90. Quest’ultima arrivò solo ad Imola e non fu certo un passo avanti.

Kingmarzio: Lasci un team storico in declino per approdare ad un altro in nuova ascesa. La Tyrrell a muso alto del 91 fu la miglior monoposto che hai guidato in carriera?

Stefano: Forse la miglior vettura è stata la Brabham 89. Voglio dire, il pacchetto era ottimo, ben bilanciato, piacevole e divertente da guidare. Certo, la potenza del motore non era all’altezza degli altri ma nel complesso mi piaceva molto guidarla.

La Tyrrell aveva un ottimo motore, non nella versione 5, cioè quella con la quale la McLaren finì la stagione 89, ma nella versione 3 seppur con 30 Cv di meno. Per di più la vettura nata e concepita per il motore Ford, con il motore Honda di 20 Kg piu’ pesante, si sbilanciò enormemente.

Voglio aggiungere anche che quell’ anno alla 3° gara il progettista lasciò la scuderia per andare in un’altro team, comportando il fatto che nessun sviluppo fu più apportato alla vettura. Solo a due gare dalla fine in Giappone e Australia fu cambiata una geometria della sospensione anteriore e nulla più. Fu frustrante combattere non solo con gli avversari ma internamente con il team per avere modifiche, sviluppo e più potenza. Progressi che alla fine non arrivarono mai.

Non sono comunque scuse accettabili, potevamo e potevo fare di più!

Kingmarzio: Non sono molti i piloti ad aver guidato sia per Brabham che per Tyrrell, che effetto ti fa la cosa?

Stefano: Nessun effetto, la macchina in quel momento era uno strumento per raggiungere gli obiettivi. Si poteva chiamare in qualunque modo, bastava che fosse veloce. Purtroppo, per vari motivi, non lo era mai abbastanza.

Kingmarzio: Monaco è dove hai ottenuto il tuo primo podio e dove nel 91 facesti forse la Tua più grande gara. Pensi che avresti potuto addirittura vincere e battere, scusa se è poco, Senna? Se sì, nel Principato sia la gioia che il rimpianto più grandi?

Stefano: La mia risposta ti sembrerà tipica e scontata dopo tanti hanni, ma fu veramente così.

La strategia era quella di tenere solo sotto pressione Ayrton, anche perché superare a Montecarlo era praticamente impossibile a meno che non fossi partito in testa. Sotto pressione perché nelle precedenti gare Ayrton aveva sempre avuto problemi con il cambio e pensavamo che in un circuito come MonteCarlo, i problemi potessero essere ancora più evidenti. Quindi, rimanendogli vicino e mettendogli pressione l’avrei costretto a guidare al limite, eventualmente, scatenando un guasto meccanico. Non fu così! Il guasto lo ebbi io!

Kingmarzio: Ricordo vagamente che Patrese s’incazzò parecchio, di che cosa ti accusava?

Stefano: No, almeno non si arrabbiò con me! Non ricordo di avere mai ricevuto lamentele da Riccardo.

Kingmarzio: C’è qualcosa di vero nella leggenda che quel Mugen V10 non si ruppe del tutto casualmente allo scopo di favorire la vittoria dell’ufficiale Honda V12 di Senna, tra l’altro, in lotta per il mondiale?

Stefano: No, non c’è nulla di vero.

Kingmarzio: Come mai a fine stagione non ci fu la conferma?

Stefano: Ma…! Il team avrebbe perso i motori Honda, e questo io lo sapevo già da meta’ stagione. Ken Tyrrell avrebbe volentieri continuato a farmi correre, fui io che decisi di prendere un’altra strada, e feci malissimo!

Kingmarzio: Nel 92, la promettente esordiente Jordan dell’anno prima è solo un lontano ricordo. Ti ritrovasti alle prese con il nuovo e disastroso motore Yamaha. Ho letto che il team criticò il tuo carattere troppo chiuso, di tensioni con il patron Eddie Jordan e di insinuazioni sul fatto non fossi troppo gentile con la meccanica della macchina. C’è qualcosa di vero in tutto ciò?

Stefano: Tutto vero, pessimo rapporto con Jordan, motore pessimo e cambio ancora peggio. Fu una stagione frustrante che mi fece passare la voglia di correre!

Kingmarzio: Questo ipotetico scenario sembra del tutto simile a quello dipinto in merito all’allontanamento di Raikkonen dalla Ferrari dello scorso anno. Anche lui una carriera costellata da qualche ritiro di troppo, ti rivedi un po’ in lui? Indipendentemente da ciò ammiri di più qualche altro pilota attuale?

Stefano: In tutta onestà sono anni che non leggo un giornale specializzato e non sapevo delle motivazioni per le quali Raikkonen fosse stato allontanato.

Comunque preferisco Hamilton per la sua irruenza e Schumacher per la sua passione e voglia di sfida.

Kingmarzio: C’è stato in seguito qualche contatto con altri team di F1 poi sfumato?

Stefano: No!

Kingmarzio: Cosa e chi ricordi con affetto di quel mondo? Cosa e chi Ti ha lasciato, invece, un ricordo più amaro?

Stefano: La stagione 92 il ricordo più brutto. Ken e Nora Tyrrell le persone per le quali ho nutrito più affetto.

Kingmarzio: Qual è il Tuo rapporto con Maranello? Pensi che la Rossa abbia avuto e abbia un ruolo scomodo per le altre scuderie italiane? Pensi che, volente o no, le soffochi?

Stefano: Forse sì o forse no, non saprei. Ho avuto un bellissimo rapporto con Ferrari, hai tempi della F3 e della F3000. Tanti progetti, ma mai niente che si sia concretizzato!

Kingmarzio: Storicamente la Ferrari non ha mai puntato sui talenti di casa nostra. Pensi possa essere il motivo per il quale i nostri driver rimangano, da sempre, fuori dal giro dei volanti buoni?

Stefano: No, non credo sia la ragione. Credo sia un problema di mentalità dei drivers italiani. Non mi escludo!

Kingmarzio: Pensi che la Tua carriera, come quelli di altri nostri connazionali, sia stata compromessa dalle difficoltà di team di casa nostra quale, nel tuo caso, l’Eurobrun?

Stefano: Per quanto riguarda gli altri non saprei. Per quanto riguarda me stesso no, non penso L’Eurobrun abbia compromesso la mia carriera, fu comunque un’esperienza positiva che mi fece conoscere tanti aspetti della F. 1 che non potevo conoscere prima.

Kingmarzio: Passato alle ruote coperte ti sei anche lì sempre ben distinto. Perché non arrivò mai una chiamata in team ufficiali?

Stefano: Il DTM nel 94 lo cominciai con l’Alfa ufficiale. Poi… sono sempre rimasto molto legato a Seresina (Euroteam) e ho preferito correre con lui. Non avevamo il materiale migliore ma queste sono scelte e, quando uno le fa, non deve poi recriminare.

Kingmarzio: Tu hai drasticamente chiuso con le competizioni. Come giudichi la scelta opposta di Schumacher di tornare alle corse?

Stefano: Penso sia un problema di passione…

Kingmarzio: Oggi  lavori con la Bridgestone ma hai corso per lo più con la Pirelli che, sembra, la andrà a sostituire. Un bel conflitto di interessi, vediamoci chiaro, che gomme hai sulla tua auto personale?

Stefano: Con la Bridgestone ci lavoro dal 1978 ed ho corso molto di più con Bridgestone che con Pirelli.

In realtà al 2° posto per numero di corse verrebbe Michelin, poi Pirelli. Ho sempre tenuto degli ottimi rapporti con la Bridgestone, ed oggi sono molto contento di questo.

Per quanto rigurda le gomme della mia macchina… Guess…

  1. davide
    gennaio 18, 2013 alle 1:40 pm

    Modena fu un buon pilota, Ken Tyrrell lò reputava, anche pubblicamente, bravissimo e lo volle personalmente in Tyrrell in quello che ritengo l’anno buttato al vento della sua carriera. A prescindere dal fatto della mancanza di sviluppi -a parte che mi domando cosa ci fosse da sviluppare ancora in quella macchina -penso che Modena avrebbe davvero potuto fare MOLTO di più. Lessi da qualche parte che Jean Alesi affermò che se non fosse stato appetito dalla chiamata della Ferrari, con risultati disastrosi, con quella Tyrrell avrebbe potuto lottare per il mondiale. Bravo Stefano, ma forse, un po’ sopravvalutato.

  1. No trackbacks yet.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: