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Casey ritorna da cannibale?


La notizia che emerge dal Sachsenring non è la vittoria di Pedrosa, né tanto meno la mancata ennesima gara in solitaria di Lorenzo. La scena è tutta per l’epico rientro di Valentino ma neanche questo, ormai, fa più scalpore. La notizia è un’altra, è quella di un redivivo Casey Stoner.

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.Un sussulto d’orgoglio, quello di domenica, che ha dello spaventoso. Un postaccio per le Ducati questo contorto circuito nell’ex Germania Est, dove la Desmo fatica a districarsi in ragione di un’agilità non certo tra le caratteristiche migliori di questo gioiello.

Come se non bastasse, la gara è resa ancor più difficile, divisa in due tronconi, a causa della bandiera rossa esposta a seguito del brutto groviglio che coinvolge De Puniet, Epargaro e Bautista.

Eppure Casey, dopo un opaco inizio di stagione, riesce a sbarazzarsi in fretta di Dovizioso e ad agganciarsi al treno di Pedrosa e Lorenzo tanto in gara uno quanto in gara due.

Al solito sulla distanza Casey cede, o meglio cedono le coperture di tutte le Ducati, ritrovandosi su tempi dell’ordine dell’ 1:22:7 proprio quando da dietro Rossi lo incalza al ritmo di un 1:22:1.

Valentino ci prova, ma Casey resiste. Quando il Dottore lo sopravanza, sembra potersene andare lasciando il Canguro sul posto. Invece, Stoner reagisce scendendo anch’egli sull’1:22:1. Ne scaturisce un duello fantastico che si protrarrà fino alla bandiera a scacchi a suon di sorpassi e controsorpassi.

Troppo grande l’umiliazione di vedersi sconfitto dal nemico, per di più convalescente, che lo andrà a sostituire nel cuore dei suoi tifosi di Borgo Panigale. È proprio nella parte finale del circuito, dove era apparso più in difficoltà, che restituisce colpo su colpo gli attacchi subiti e dove piazza la zampata decisiva all’ultima curva dell’ultimo giro.

Un duello vinto di cattiveria, una determinazione forse risvegliata dalla presenza di quella bestia nera che lo aveva infilato al Cavatappi di Laguna… un cannibale! O forse no? Qui sta il guaio.

Con quei sei decimi in meno sul giro Stoner sarebbe potuto restare con il tandem spagnolo di testa e giocarsi, almeno, il secondo posto. Con quella verve mostrata nel corpo a corpo con il nove volte campione del mondo, forse, avrebbe potuto mettere in scena ben altro mondiale rispetto a quello sin qui disputato.

È a questo punto un bene che le strade di Casey e della Rossa si dividano perché sembra evidente che al ragazzo manchi quel pizzico di motivazione necessario per fare la differenza che solo la cieca rivalità con Valentino pare abbia risvegliato.

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