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Ecco perchè Schumy ha fallito


Siamo ormai oltre il giro di boa di questa stagione, è tempo di bilanci. Su tutti, il verdetto più perentorio, più indiscutibile, è uno e uno solo: il fallimento di Schumacher.

È stato il faro di questo mondo per oltre un decennio, la star assoluta, il numero uno. È tornato a esserlo quest’inverno con l’andirivieni di voci sul suo possibile ritorno, lo stipendio shock, il passaggio alla Mercedes dai profani bollato come alto tradimento e, infine, la dichiarazione che tutti volevano e si aspettavano: “Torno per vincere il mondiale”.

..

Le cose hanno preso, ahimè, tutt’altra piega: altro che star, il grande Schumcher recita ormai una parte da semplice comparsa. Altro che mondiale, si fatica persino ad andare a punti.

Com’è stato possibile?

Primo errore, Ross Brawn.

Fiutata l’intenzione repressa a Maranello di uno Schumacher pronto e scalpitante a ritornare in pista, Ross Brawn si dimostra nuovamente abile stratega. S’insinua nelle crepe dello storico sodalizio tra McLaren e Mercedes. Fa leva sul malcontento dovuto a frecce d’argento da troppo tempo spuntate e non vincenti, per di più, infangate dallo scandalo della spy-story. A questo punto sferra l’attacco mettendo sul piatto team campione del mondo e pilota campione del mondo, sette volte. Team tedesco con pilota tedesco, un pacchetto troppo ghiotto per Stoccarda, irrinunciabile.

Fa leva sul suo ascendente nei confronti di Michael che, ricordiamo, al muretto non ha mai avuto altra spalla che lui, ogni vittoria di Schumacher nell’abitacolo è avvenuta con Brawn al muretto.

Schumacher avrebbe dovuto valutare meglio una situazione in cui il suo “amico” Ross faceva sicuramente e ottimamente i propri interessi ma dove lui andava a infilarsi in una monoposto già da qualche GP non più vincente e sulla quale era illogico sperare in nuove furbate a mo dei diffusori magicamente ripescati dal cilindro a inizio 2009.

Secondo errore, eccesso di presunzione.

Schumy avrebbe dovuto meglio valutare una situazione in cui i tracciati si stavano riempiendo di nuovi animali con nuova linfa, un’epoca simile a quella in cui contemporaneamente figuravano i vari Lauda, Prost, Senna, Piquet, Mansell e, guarda un po’, Rosberg… padre però! Un’epoca ben diversa da quella dove uno per volta e non tutti assieme, figuravano i vari Hill, Villeneuve, Coulthard, Barrichello e Montoya che, con tutto il rispetto, si collocano a ben più basso livello. Insomma, avrebbe potuto fare tesoro delle esperienze avute con Hakkinhen e Alonso, guarda un po’, con esito diverso.

Mentre Michael guardava i GP comodamente dal divano di casa, ragazzini terribili lottavano in pista. Gente come Rosberg approfittava di una grande scuola come quella Williams. Gente come Hamilton vinceva un mondiale. Gente come Alonso maturava ulteriormente.

Terzo errore, tecnico.

Le macchine di oggi nulla hanno a che vedere con quello che Schumy aveva lasciato a fine 2006. Le gomme sono lisce, non più scanalate. Gli alettoni sono pochi e piccoli, non più da tutte le parti. La benzina immessa al via deve bastare per tutta la gara, non più con i rifornimenti. Il mezzo va gestito, non più spremuto come se la gara fossero settanta giri di qualifica. Le difficoltà maggiori di Michael, guarda un po’, derivano da ciò. Il più delle volte il tedesco è il primo del gruppo ad andare in crisi con le gomme ed è costretto a difendersi con il coltello tra i denti, con tutta la sua esperienza ma con un gap di prestazioni pesante. Così si vede il manico, la cattiveria del 41enne tutt’altro che bollito, ma non si vincono certo le gare!

Schumy ha capito questi errori e ha tarato il tiro: “Punto al mondiale entro i tre anni di contratto”. Per il 2011, a differenza di quest’anno, avrà tempo di sviluppare dalla nascita passo dopo passo la nuova arma Mercedes, avrà meglio capito con chi a che fare, avrà tolto tutta la ruggine. Proverà a mettere le cose apposto perché 25.000.000 € l’anno non valgono quanto la tutela del mito faticosamente costruito.

  1. luglio 10, 2014 alle 3:43 pm

    I get pleasure from, result in I found exactly what
    I was looking for. You’ve ended my four day long hunt!
    God Bless you man. Have a nice day. Bye

  2. luglio 30, 2010 alle 12:07 pm

    eheh, mi aspettavi al varco!
    Sono stato in trasferta lavorativa, ci sto lavorando…
    In sisntesi è stata una cosa raccapricciante, una vergona! Non tanto per il gioco di squadra in sè che già mi è indigesto, ma soprattuto l’incapacità di metterlo in pratica con un minimo di decenza.
    Ho sempre apprezzato Domenicali, aldilà delle cappellate che comunque ha fatto, per questo: per il taglio che aveva dato col passato dando pari opportunità a Raikkonen e Massa.
    Da domenica scorsa lo ripudio in quanto della stessa specie del suo predecessore. Probabilmente aveva la sedia che scottava, era a rischio licenziamento, ma chissenefrega! Alonso ormai era fuori dal mondiale, c’era bisogno di quei punti, ma chissenefrega anche di questo! Non lo giustifico comunque.

    • luglio 30, 2010 alle 12:56 pm

      Bene diciamo che questa volta sei addirittura molto più cattivo di quello che pensavo!
      Anche a me non è piaciuto, diciamo che una cosa del genere la potrei accettare all’ultima gara, forse alla penultima, ma cmq solo se chi fa passare è matematicamente fuori dai giochi e chi passa ha qualche speranza di vincere il titolo.
      Detto questo, Domenicali credo si sia allungato la permanenza almeno fino a fine anno, poi si vedrà..Io sento odore di Briatore…Ma non è che con lui questi giochini spariranno, anzi!

  3. luglio 30, 2010 alle 12:01 pm

    Analisi completa, direi che non c’è altro da aggiungere.
    Ma sinceramente vorrei sapere come la pensi sul “gioco di squadra” Ferrari di domenica scorsa, non ho letto nessun tuo parere in giro nei blog.
    Sono curioso di sapere il parere di uno “che di questo sport ama soprattutto le sfide”, come quelle che vedeva protagonista il mitico “Leone”.
    Proprio come me.
    Ciao!

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