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Ferrari: “It’s ridiculous!”


Inutile fare i moralisti, a Fernando, con un piede o forse più già fuori dalla corsa al mondiale, quei maledetti sette punti servivano. Fine. Doveva forzatamente vincere lui. La differenza la fa lo stile. Ed è qui che, se ti chiami Ferrari, devi fare qualcosa in più.

Troppi i punti persi per strada per sfortune, intromissioni FIA, errori dal muretto, errori da dentro l’abitacolo. Troppi. Troppi anche gli interessi in gioco. Nel gioco chiamato F1 di oggi non puoi permetterti di fare poesia, devi portare a casa il risultato sempre e comunque.

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La Ferrari lo sa bene e, nella Sua storia, ha sempre agito di conseguenza, certo, talvolta a sproposito.

Esempi?

Stagione 1956, a Monza, nella gara di chiusura del campionato, Stirling Moss s’invola verso la vittoria mentre Juan Manuel Fangio è costretto ai box per un guasto. L’altro pilota Ferrari Peter Collins, anch’egli in lizza per l’iride, rientra ai box cedendo la propria vettura al campione argentino. Fangio chiuderà al secondo posto e quei punti gli consentiranno di agguantare il quarto titolo.

Stagione 1964, a Città del Messico, all’ultimo appuntamento della stagione, Lorenzo Bandini ha un discutibile contatto con Graham Hill e, aldilà di quel controverso episodio, sul finale cede la posizione al Compagno John Surtees. Questi vincerà il mondiale per un solo punto di vantaggio ai danni del baffuto connazionale della Lotus.

Stagione 1979, ancora a Monza, Gilles Villeneuve seppur in lotta per il mondiale scorta il compagno Jody Scheckter fino alla bandiera a scacchi. A Maranello la matematica certezza del titolo arriva così già con due gare d’anticipo.

Stagione 2007, ad Interlagos, ultima gara, si concretizza la rimonta delle rimonte grazie a Raikkonen che beffa contemporaneamente di un solo punto sia Alonso sia Hamilton, entrambi alla McLaren. Tutto grazie alla complicità di Felipe Massa che, in quell’occasione, rinuncia alla vittoria di casa.

Cina 2008, a Shangai, il finnico restituisce il favore al brasiliano regalandogli due preziosissimi punti con i quali si giocherà il mondiale nel successivo round finale, nuovamente ad Interlagos. Il mondiale sarà “suo” solo per pochi attimi e passerà, negli ultimi metri, nelle mani di Hamilton.

Tutte circostanze fortuite nelle quali il muretto Rosso ha preso decisioni più o meno fortuite che hanno poi sempre, o quasi, portato al bottino pieno. Purtroppo, però, non sempre è stato così. La Ferrari si è anche spesso resa protagonista in negativo, con forzature, vere e proprie cadute di stile, note stonate all’interno della prestigiosa storia del Cavallino.

La più celebre, Imola stagione 1982, quel cartello “slow” esposto dai box che generò il duello tra Gilles Villeneuve e Didier Pironi e che, inoltre, pose le basi per le tragiche conseguenze dell’appuntamento successivo di Zolder. Si era solo alla gara 4 di 16…

Per non parlare dell’era Todt ricca di episodi analoghi, dove palese fu l’abuso di potere da parte del muretto…

Il più celebre, Zeltweg stagione 2002, quella comunicazione radio impietosa che costrinse Rubens Barrichello a farsi da parte e lasciare strada a Michael Schumacher, tutto a pochi metri dal traguardo di una meritatissima vittoria. Si era solo alla gara 6 di 17… con l’aggravante di un’annata, in sostanza, senza avversari!

Tonando a domenica scorsa, non si discute l’ordine di scuderia. Seppur, solo alla gara 11 di 19, la Rossa era già all’ultima spiaggia. Si discute il modo.

Per sedersi sul muretto della Scuderia Ferrari vuol dire che tu devi essere il meglio del meglio, eppure, chiunque avrebbe saputo fare di  meglio di Domenicali, Smedley & Co con quel “Fernando è più veloce di te… mi dispiace”.

Se gente presumibilmente stra-qualificata, sicuramente stra-pagata, deve mettere in scena uno spettacolo così pietoso, se è questo il livello cui ci ritroviamo, vuol dire che:

Ipotesi A: Domenicali non è né più né meno di chi l’ha preceduto.

Ipotesi B: La sceneggiata è stata volutamente così plateale allo scopo di screditare ulteriormente la federazione, ennesimo capitolo di uno scontro acuito dagli ultimi recenti episodi.

Se stanno così le cose, la prossima volta, in ogni caso e costi quel che costi, che Fernando se la vada a prendere quella sporca prima posizione… sarebbe meno “ridiculous”…

  1. settembre 17, 2014 alle 12:15 am

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