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Webber non basta


Sono un estimatore di Mark Webber, trattasi di un gran pilota che in carriera non ha sin qui raccolto quanto avrebbe meritato. Ha quest’anno già vinto 4 gare, come nessun altro, però non è la versione 2010 quella del miglior Webber, quella che ci vorrebbe per un chi è giunto alla sua ultima chance.

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Gli va male fin dall’inizio quando a Le Mans è pilota Mercedes, niente male, sulla carta potrebbe puntare alla vittoria se non fosse che quella CLR è viziata da difetti di progettazione a livello aerodinamico. Finisce per aria 2 volte, ironia della sorte, nell’arco di 24h. Che a Stoccarda sbaglino progetto, almeno fino all’anno scorso, è decisamente anomalo, bene, il giro a vuoto capita a lui.

Approda in F1 lo stesso, non dalla porta secondaria, peggio ancora, alla corte di una Minardi derelitta con cui all’esordio va a punti nel GP di casa in Australia, così, giusto per fare le presentazioni di rito.

Fa ancor meglio le stagioni successive in Jaguar durante le quali va a punti in diverse occasioni e si rende protagonista di qualifiche sorprendenti. I vari Pizzonia, Wilson e Klien lo vedono solo col binocolo. Nonostante sia la Jaguar una squadra disastrata che, in poche stagioni, riesce nella non facile impresa di dissipare vanamente infiniti capitali Ford, lui sta brillantemente a galla, cosa non da poco.

La sua sfortuna fu una ed una sola: quella di approdare ad un top-team, la Williams, nel momento in cui questa andava a fondo, mollata dalla BMW. Stessa sorte capitata a Nick Heidfeld, altro piede pesantissimo finito in quello stesso girone infernale.

2 grandi piloti nel posto sbagliato al momento sbagliato che, ciliegina sulla torta, si ritrovarono in casa l’anno dopo un più giovane Rosberg per l’australiano, un più giovane Kubica per il tedesco passato in BMW.

A fine 2006 Webber è, agonisticamente parlando, spacciato. Gli è andata male al pari di innumerevoli altri talenti che nella categoria massima dell’automobilismo, per un motivo o per l’altro, non sono mai riusciti ad esprimersi completamente.

Buon per lui che “qualcuno” non abbia dimenticato le sue doti e lo ripeschi per la neonata Red Bull. Qui l’australiano conosce tutti in quanto trattasi della stessa squadra che prima fu la sua Jaguar e prima ancora la Stewart, cosa vuoi, la F1 moderna…

All’occhio particolarmente attento di ‘sto “qualcuno” non era a suo tempo sfuggito neanche che, negli ultimi 20 anni, le macchine vincenti arrivano tutte dalla stessa “matita” così, costi quel che costi, quella “matita” diventa la sua.

Il “qualcuno” viene dall’Austria, terra dove sussiste una grande cultura automobilistica data dai vari Rindt, Lauda, Berger, ecc… Si chiama Dietrich Mateschitz ed è diventato miliardario vendendo una specie di fetido sciroppo, insomma, ci sa fare… La “matita” è Adrian Newey progettista delle Williams iridate di Mansell, Prost, Hill, Villeneuve, nonché delle McLaren di Hakkinhen.

Il progetto Red Bull è vincente e da una semplice sistemazione si trasforma in Jolly irripetibile.

Nel 2007 Webber non manca all’appello umiliando Coulthard 15/2 nel confronto diretto in qualifica. In gara lo scozzese alla fine raccoglie di più ma solo perché a Mark mancano, su tutti, i punti del 2° posto al Fuji ormai cosa certa nonostante nel casco vomiti ripetutamente il pesce crudo non digerito della sera prima, vatti a fidare delle specialità locali!

Nel 2008 in merito al confronto col compagno, non al pesce, la storia si ripete. Il vecchio David che è così “accompagnato” alla pensione.

Nel 2009, da una parte in squadra giunge Vettel, sì, quello che l’aveva tamponato in regime di Safety-Car in Giappone, dall’altra c’è una macchina bomba!  Un’occasione che Mark colpevolmente non sfrutta a dovere.

Durante l’inverno, ancor prima di cominciare, mentre pedala in Tasmania viene investito da un’auto che gli frattura una gamba. Ah, dimenticavo, il tutto ad un evento di beneficienza da lui stesso organizzato!

Ad un certo punto, non ci si può però più appellare alla sfiga. Vince le sue prime 2 gare ma, nel frattempo, il compagno novizio ne vince il doppio, sarà quest’ultimo il contendente serio delle Brawn GP nella lotta per il titolo, non Mark.

Quest’anno non può fallire. La squadra lo ha già virtualmente scaricato in favore del più giovane Vettel che ne sta combinando di tutti i colori. La macchina è ancora una bomba, anzi, di più, è una doppia-bomba. Quando mai gli ricapita? Insomma, ora o mai più.

Ebbene:

– In gare bagnate come l’Australia o la Cina, dove era maestro, ha chiuso malamente.

– A Valencia è andato nel pallone in partenza e letteralmente “sopra” Kovalainen pochi giri dopo.

– Domenica scorsa idem al via, ha portato a casa punti pesanti poi solo grazie ai disastri di Vetteliani. Sarebbe stato altrimenti semplice comparsa come già in Bahrain e Germania, incapace di risalire dalle retrovie.

Sembra che questo Webber abbia perso quel pizzico di cattiveria di un tempo e che, invece, ha tuttora il compagno… con tutto ciò che ne consegue. L’atteggiamento acquisito, classifica alla mano, premia. Il punto è che, per fermare un Hamilton così, forse, non basta!

  1. luglio 28, 2013 alle 12:36 pm

    Hello mates, how is the whole thing, and what you want to say regarding this piece of
    writing, in my view its really amazing for me.

  2. settembre 13, 2010 alle 8:46 am

    Ciao Anto,

    secondo me è l’ennesima bufala del fenomeno…
    Alonso era già più veloce di Massa, aveva provato ad attaccarlo, no?
    Dopo quel “ridicoulus” Alonso ha improvvisamente perso circa 7-8 decimi al giro su Massa per poi riguadagnarli al ritmo di 3-4 decimi al giro. Ora non dirmi che a presunta parità di “risparmio” motore Massa era più veloce di 7-8 decimi al giro di Alonso, io non ci credo.
    Credo che se effettivamente Massa stava risparmiando il motore nel momento in cui Alonso si avvicinava non lo stesse risparmiando più, voglio dire, che senso ha risparmiare il motore e allo stesso tempo difendersi rischiando un contatto?
    Credo che Alonso appurato che Massa non gli lasciava strada abbia rallentato volutamente per poi far vedere al muretto quello che era il suo ritmo per dare peso al suo “ridicoulus” e indurre Domenicali e fare il patatrac todtiano.

    • settembre 13, 2010 alle 9:19 am

      Azz..quindi pensi che Turrini sia uno che spara balle?
      Cioè a me sembra che essendo immerso nel mondo Ferrari da 30 anni, sappia molte cose e soprattutto sa come funziona quel mondo.
      E il fatto di raccontarlo in maniera molto diversa da come i media generalisti fanno, apre a verità alle quali noi non accederemmo mai..

      In merito al gioco di squadra.
      Nel post di Turrini non c’è scritto che Massa era più veloce di Alonso; c’è scritto che hanno “preso per i fondelli” Massa per avvantaggiare Alonso che, magari essendo già un paio di decimi più veloce di Felipe, è stato aiutato a mostrare la sua superiorità aggiungendo ad essi altri decimi derivanti dal non risparmio del motore.
      Sappiamo benissimo che sorpassare in F1 è impossibile se non hai una macchina abbondantemente più veloce (più di un secondo? almeno due secondi? dipende dal circuito..) e quindi secondo me, per far mandare giù a Massa la pillola un pò meno amara hanno detto ad Alonso di non risparmiare il motore, risultando cosi ancora più veloce di quanto non lo fosse prima.
      Infine, se è tutto nero su bianco non sarà una bufala penso..

      Ps: ti invito a non dar retta a Sportmediaset o Gazzetta, hai visto che nessuno di loro ha parlato del fatto che l’autopsia a Tomizawa ha acclarato la sua morte addirittura prima della fine della gara delle Moto2?
      E come lo chiami tu questo comportamento? Io lo chiamo disinformazione e pararsi il c*lo visto che entrambi mangiano abbondantemente dal piatto di Ezpeleta.
      Far fare una figuraccia al mondo della motogp (per carità, giammai pensare di rovinare l’immagine di una cosi bella categoria non facendola correre) non conviene a nessuno; pazienza se è morto un ragazzo di 19 anni.
      E di esempi ce ne sarebbero tanti altri da fare..

      • settembre 13, 2010 alle 2:06 pm

        Anto,
        Il fatto che é professionista affermato da 30 anni è l’aggravante. Appunto per via del suo curriculum non può permettersi sparate. Non può permettersi che un profano come me riscontri che la notizia sia stata un po’ manipolata…
        Niente di scandaloso, intendiamoci, semplicemente fa il suo gioco. Scrive quello che il suo seguito vuole leggere.
        Fidati, te lo dimostrerò nei prossimi giorni con un bell’articolo…

        • settembre 13, 2010 alle 2:24 pm

          Quanto a Tomizawa sapevo che era morto in ospedale a Riccione dopo circa un’ora. Se quello che dici è vero si aggrava la posizione dei medici, non tanto quella dei giornalisti. Ero già rimasto molto perplesso per la mancata bandiera rossa, per i soccorsi a Redding, ecc… non si percepisce la massima trasparenza sulla vicenda, non so che dire.
          Posso solo dirti che, in tutti i tristi precedenti che io ricordi, si è sempre andati avanti, al max spostando la brutta notizia più avanti. Non so cosa fosse più giusto, anche qui non so che dire.

  3. settembre 10, 2010 alle 3:19 pm

    Concordo su Webber.

    Infine vorrei un parere sulla bomba uscita sul blog di Turrini:

    “Durante il Gp di Germania, con Massa primo e Alonso secondo, dal muretto Rosso invitano entrambi i piloti a ‘risparmiare’ il motore, per non correre rischi inutili.
    Dopo di che, al solo El Banco, escludendo il brasiliano dalla comunicazione, viene detto di tirare, altro che ridurre la potenza.
    Passano pochi giri e arriva il fatidico messaggio: ‘Fernando è più veloce di te’, eccetera. Per forza, commentano gli indagatori Fia: Alonso era più veloce perchè a Massa era stato raccomandato di rallentare…
    E’ tutto nero su bianco.”

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