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Quel po’ di variabili


266 Vettel (1° Gia, 1° Cor, 1° Bra, 5° Abu)

264 Webber (2° Gia, 2° Cor, 2° Bra, 6° Abu)

251 Alonso (4° Gia, 3° Cor, 3° Bra, 2° Abu)

242 Hamilton (3° Gia, 5° Cor, 5° Bra, 1° Abu)

218 Button (5° Gia, 6° Cor, 6° Bra, 3° Abu)

.

Vettel, dicevamo… assurdo? Alzi la mano chi si ricorda l’ultima occasione in cui Webber è stato più performante del tedeschino. Nessuno? Nemmeno io, forse in Canada, da allora è passato un bel pezzo.

Da quando è leader, o quasi, della classifica l’australiano è stato assalito da quello che motociclisticamente parlando è definito “il braccino”. Le gare d’inizio stagione dove si dimostrò velocisticamente persino superiore al più giovane e quotato compagno sembrano lontane anni luce.

La sua condotta è stata accorta, dopo il volo di Valencia non ha buttato più via niente senza però neanche realmente impensierire il compagno. Gli ha chiuso davanti a Silverstone, Budapest e Spa più per demeriti di quest’ultimo che altro. Ora come ora, Sebastian va di più, punto.

Ma, affinché la straordinaria rimonta si concretizzi, bisogna schivare alcune variabili non da poco:

Un grande classico, lo speronamento

Webber può gestire il vantaggio in classifica e, eventualmente, ricorrere alle armi pesanti… il 35enne australiano è all’ultima chance, non ha nulla da perdere.

Come dimostrato nell’ultimo week-end, se necessario, non esiterà a tirare fuori gli artigli. Nella notte di Singapore si trattava di un 3° o un 4° posto, banalmente 6 punti di differenza nei confronti del suo più diretto avversario di quel momento, figuriamoci qualora la posta in gioco dovesse essere il titolo, figuriamoci se l’antagonista anziché uno stimato Lewis Hamilton fosse l’odiato Sebastian Vettel coccolato da quel team che gli sta remando contro!

Non sarebbe niente d’inedito, trattasi di un film già visto nelle stagioni 89 e 90 con protagonisti Senna e Prost, piuttosto che nel 94 con Schumacher e Hill, così come nel 97 ancora con Schumacher questa volta con Villeneuve.

Un nuovo classico, gli errori

Vettel può fare affidamento sulla sua maggiore velocità rispetto al compagno in questo fine stagione ma questa non è che piova dal cielo, è frutto di qualche rischio in più dettato dalla situazione di classifica.

Sebastian sarà costantemente sul filo del rasoio a rischio di nuovo, stavolta determinante, errore che dopo quelli di Turchia, Inghilterra, Ungheria e Belgio sancirebbe un effettivo limite del pilota, una costante, altro che variabile! Vettel deve dimostrare al mondo di essere in grado di reggere la pressione, specie quella dei momenti caldi nei quali è parso sin qui perdere letteralmente la testa.

Se questa stagione ci ha insegnato qualcosa è il come lo sbaglio sia dietro l’angolo. Webber, persino Alonso cui s’è aggiunto Hamilton, l’unico ancora senza colpa è quello che meno ti aspetti, quel Jenson Button i cui unici 2 zeri sono Monaco, dove un meccanico lasciò chiusa la presa d’aria di un radiatore, e Belgio dove fu incolpevolmente centrato.

La Corea

Manca meno di un mese all’approdo dei bolidi di F1 in terra di Corea, a oggi il tracciato non è ancora stato omologato perché ancora cantiere. Abitualmente le verifiche tecniche della FIA vengono fatte 90gg prima dell’evento, qua dovranno chiudere anche qualcosa più che un occhio, altrimenti chi glielo dice ai vari Alonso, Hamilton, Vettel e Button che hanno una gara in meno, 25 punti in meno, per poter colmare il divario dalla vetta?

Se l’ultima terra colonizzata dal duo Ecclestone-Tilke dovesse saltare, la rimonta Vetteliana non avrebbe modo di concretizzarsi:

246 Webber (2° Gia, 2° Bra, 6° Abu)

241 Vettel (1° Gia, 1° Bra, 5° Abu)

236 Alonso (4° Gia, 3° Bra, 2° Abu)

232 Hamilton (3° Gia, 5° Bra, 1° Abu)

210 Button (5° Gia, 6° Bra, 3° Abu)

Gli autoscontri

Gli altri contendenti sembrano sin qui tagliati fuori. Tutti devono auspicarsi un nuovo guaio in seno alla Red Bull dove il mondiale, sostanzialmente, lo possono solo perdere.

Il problema sta nel fatto che i 2 principali beneficiari sono divisi da una rivalità storica che facilmente potrebbe portarli a danneggiarsi tra di loro: è mai ipotizzabile un Hamilton che non ci provi? È mai ipotizzabile un Alonso che non venda cara la pelle? Come dimenticare la gloriosa annata 2007? Pensiamo ad esempio alla prima curva di quell’ultima memorabile gara di Interlagos…

La pioggia

È quello in cui spera soprattutto Lewis Hamilton, un meteo pazzo che vista la stagione e le location, eccezion fatta per il deserto degli Emirati Arabi, non è affatto da escludersi.

Ci spera meno Alonso che su questo terreno non pare attrezzato al pari dell’acerrimo nemico, ma neanche al pari di Vettel e Webber anch’essi maestri della pioggia.

L’intruso

Nome: Robert, cognome: Kubica. Buona la sua Renault, straordinario lui. Un’accoppiata che promette scintille specie in quel tempio dell’automobilismo che è Suzuka.

Come già fatto a Spa, dove agguantò il podio, è assolutamente probabile che il polacco faccia il guastafeste inserendosi nuovamente nelle posizioni che contano, rubando punti preziosi a qualcuno degli sfidanti. Grinta e faccia tosta di certo non gli mancano, basti pensare agli ultimi giri della notte di Singapore…

L’eretico

Nome: Felipe, cognome: Massa. Come andrebbe a finire qualora la Ferrari num 7 fosse più competitiva della num 8, con un Felipe forzato a dover cedere nuovamente la vittoria a Fernando, stavolta per di più davanti al pubblico di casa, nel bel mezzo della “Torcida”? Beh, personalmente non vorrei essere né al posto suo né a quello di Domenicali.

Il contratto gli è stato rinnovato, riconoscenza nei confronti di Maranello sarebbe d’obbligo, ma le pesanti critiche che il suo paese gli riservò nel dopo Hockenheim, oltre che un malessere evidente che si protrae da allora, sono un bello sprone alla ribellione, specie se un altro sedile l’avesse già trovato…

Flashback 2006

Non sarebbe la prima volta che un motore del Cavallino va in fumo nel momento cruciale della lotta mondiale, e Alonso lo sa bene… Stavolta detta spada di Damocle pende su di lui, l’ultimo motore fresco se l’è giocato già a Monza.

Alla luce di tutte queste considerazioni pare incredibile come lo spagnolo sia considerato il favorito alla conquista finale quando, palesemente, razionalmente, non lasciandosi trasportare da facili entusiasmi, le chance maggiori stanno oltre il Brennero.

  1. giugno 7, 2013 alle 8:27 pm

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  2. ottobre 4, 2010 alle 11:18 am

    ahah, mi sembrava strano che non reagissi alla questione di Turrini…
    Dai proprio per spacciato Webber e valuti la Ferrari come effettivamente in palla dappertutto, ho ricevuto più o meno le stesse osservazioni anche su Facebook.
    Vedremo, per quello che mi riguarda dice già tutto o quasi Suzuka, è lì che ipotizzo un Alonso più in difficoltà, se dovesse reggere in Giappone allora comincerò a crederci pure io…

  3. ottobre 4, 2010 alle 11:16 am

    Ti dirò di più, Alonso e la Ferrari sono talmente in forma che credo che alla fine i 7 punti regalati da Massa ad Alonso in Germania non saranno determinanti.

  4. ottobre 4, 2010 alle 11:15 am

    Quindi senza Corea:

    247 Alonso (2° Gia, 1° Bra, 3° Abu)

    239 Vettel (1° Gia, 3° Bra, 2° Abu)

    232 Hamilton (3° Gia, 5° Bra, 1° Abu)

    232 Webber (6° Gia, 4° Bra, 5° Abu)

    207 Button (5° Gia, 6° Bra, 4° Abu)

  5. ottobre 4, 2010 alle 11:12 am

    Ehi Marzio! Ho il pc in riparazione e quindi sono in rete saltuariamente..presto tornerò ad aggioranre anche il mio blog..
    Comunque, queste sono i miei pronostici:

    272 Alonso (2° Gia, 1° Cor, 1° Bra, 3° Abu)

    257 Vettel (1° Gia, 2° Cor, 3° Bra, 2° Abu)

    247 Hamilton (3° Gia, 3° Cor, 5° Bra, 1° Abu)

    240 Webber (6° Gia, 6° Cor, 4° Bra, 5° Abu)

    219 Button (5° Gia, 4° Cor, 6° Bra, 4° Abu)

  1. ottobre 7, 2010 alle 1:07 pm

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