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fuori 1… e mezzo…


“Il Gp di Corea non sarà decisivo per il mondiale, ma potrebbe mettere fuori gioco alcuni dei pretendenti al titolo” – Fernando Alonso.

Così è stato. Ufficiale, il primo a cadere, come prevedibile è il campione del mondo in carica: Jenson Button. Partito senza il favore dei pronostici, assimilato a carne da macello da dare in pasto al ben più quotato compagno, all’inglese va per lo meno riconosciuto l’onore delle armi.

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Ha agguantato 2 vittorie, toccato la vetta della classifica, resistito ai piani alti sin quasi alla fine di questo pazzo quanto estenuante campionato. A differenza degli altri 4 contendenti non ha praticamente commesso alcun errore e, anzi, avrebbe anche da recriminare per l’imbarazzante dimenticanza dei suoi meccanici in quel di Montecarlo quanto per l’altrettanto imbarazzante speronamento da parte di Vettel in quel di Spa.

D’altra parte però, Jenson non si è mai dimostrato realmente in grado di abbattere la concorrenza. Le 2 vittorie d’inizio stagione furono più che altro frutto di azzardi indovinati. Col proseguimento della stagione la fiamma dell’inglese è parsa sempre più flebile, vittima, molto più di Hamilton, della perdita di competitività di una McLaren brava a cogliere in contropiede gli altri con l’F-Duct ma incapace di sviluppare a dovere il resto del pacchetto.

Domenica scorsa l’ultima puntata di questa involuzione: gara tesa, delicata, complicata, dura nella quale, infatti, il più debole ha pagato inesorabilmente dazio. A fronte dello straordinario 2° posto di Lewis, Jenson non è stato in grado di andare oltre un opaco 12° posto finale, piazzamento che assume i connotati della resa definitiva.

Superfluo un eventuale ordine di scuderia da parte di Martin Whitmarsh, è lo stesso pilota che, a 42 dalla vetta con soli 50 punti ancora a disposizione, è conscio di non poter sperare di sopravanzare gli avversari, non 1 ma ben 4: “Non dobbiamo dire nulla in realtà ai nostri piloti. Jenson offrirà volontariamente il suo aiuto a Hamilton, perché sa che lo abbiamo trattato correttamente nel corso di tutto l’anno. E perché sa che ora per vincere gli ci vorrebbe un miracolo”.

Un mezzo miracolo, invece, è quello di cui necessiterebbe Vettel. Ma, mentre nel caso dell’alfiere McLaren la stagione può dirsi comunque estremamente positiva, quella del tedesco si delinea sempre più come disastrosa.

Nell’arco della stagione la Red Bull è stata palesemente superiore alla concorrenza. Lo stesso Vettel è stato tanto sì superiore a Webber, ma anche tremendamente più incostante.

Non ha certo colpe per l’arrosto del suo Renault di domenica ma già viaggiava in crisi con i freni, troppo sollecitati. Nella parte iniziale del circuito cedeva oltre mezzo secondo a un Alonso ormai giuntogli negli scarichi, difficilmente avrebbe potuto resistere sino alla bandiera a scacchi. Dischi troppo stressati furono anche la causa del ritiro dell’Australia, anche lì mentre era al comando. A conti fatti, trattasi 40-43 punti in meno per noie tecniche che pesano come macigni.

Tutto vero ma, purtroppo per lui, pesano molto di più in rapida successione i 18-25 punti persi nell’autoscontro Turco, i 12-19 persi in egual maniera al via dell’Inghilterra, i 10 persi giocando con la Safety in Ungheria, i 18 persi in Belgio per l’episodio già citato in precedenza. In sostanza, altri 58-72 punti lasciati per strada a causa di leggerezze sue medesime. Un elenco troppo lungo, imperdonabile.

La rincorsa del cocco di casa Red Bull, ormai quasi totalmente compromessa, se effettivamente verrà mancata, lo sarà solo per colpa sua: imprevisti come quello di domenica, cosa insita nelle corse, avrebbe potuto e dovuto persino permetterseli.

Mentre Button l’occasione della vita l’ha centrata nel 2009 proprio su un Vettel sprecone già nel 2009, questi, seppur giovane, sembra già aver bruciato malamente una seconda preziosa cartuccia. E dire che c’è chi una sola, pur meritandola, non la trova nell’arco di un’intera carriera…

  1. ottobre 27, 2010 alle 9:41 am

    Ciao Anto,
    effettivamente da quando hai pubblicato quell’articolo, è una cavalcata continua!
    Sulll’ultima frase “sicuro al 100%” è scattata in automatico la ravanata propiziatoria giù sotto e, nel mentre, pensavo: certo che per Voi Raikkoniani sarebbe un disastro è! Ihihih!!!

    PS per i freni di Vettel mica ho detto che è colpa sua, dico solo che i tempi dimostrano come fosse già in difficoltà e che, quindi, dubito che avrebbe potuto difendersi.

    • ottobre 27, 2010 alle 3:26 pm

      Dai un disastro proprio no!🙂
      Diciamo che nonostante la stampa e i media ce la mettano tutta, ancora il titolo di Kimi nell’albo d’oro c’è..e finchè c’è, a me basta!
      Poi certo, Alonso non mi è simpatico, ma se alla fine non fa errori da mesi e fa gare di livello, il titolo se lo merita.

      Se poi, aggiungiamoci che i suoi rivali continuano a rompere o a fare erroracci che dire, fammi sfogare un pò dicendo che ha una bella fortuna!
      Però prima o poi dovrà pure vincere un campionato dove il suo principale avversario non rompe il motore è!
      Ciao

  2. ottobre 26, 2010 alle 6:04 pm

    Ciao Marzio!
    Bell’articolo, sono sostanzialmente d’accordo con te a parte qualche sfumatura, tipo che Vettel avrebbe ceduto ad Alonso in Corea e che sia colpa sua il discorso freni (che mi sembra più un problema strutturale della Red Bull).

    E’ bello notare che quest’anno ogni pilota debba recriminare per punti persi sia per colpa sua sia per colpa di altri o di cedimenti meccanici.
    Ognuno può dire “ho perso punti per strada che non avrei dovuto perdere”, ma Vettel probabilmente ne ha buttati molti di più di ogni altro.

    E’ curioso anche notare come (a parte la Ferrari), Red Bull e McLaren abbiano trattato più o meno alla pari i propri piloti e che essi alla fine del campionato siano molto vicini in termini di punteggio.
    Dal punto di vista sportivo è certamente una cosa da lodare, ma dal punto di vista dei risultati, se avessero agito diversamente, ora Webber avrebbe il mondiale in tasca oppure Hamilton sarebbe a un briciolo di punti dalla vetta.

    A volte penso che faccia bene la Ferrari ad avere un primo ed un secondo, altre volte invece vorrei vedere tutti lottare fino all’ultima curva dell’ultima gara, ma poi appena un team fa gioco di squadra, inevitabilmente se ne avvantaggia, essendo l’unico che lo fa.
    Pensa se Massa non avesse fatto passare Alonso, ora con 4 punti di vantaggio su Webber sarebbe molto più tesa e se vuoi anche bella!

    Ps: come avrai notato il mio blog è fermo all’articolo “Alonso che delusione”.. ora il mio pc è tornato a casa ma stavo pensando: non è che quell’articolo porta bene?? Che dici lascio fermo il blog fino alla fine del mondiale??
    Guarda che come ti dissi tempo fa, lo vince Alonso, sicuro al 100%!!

    Ciao
    Anto

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