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Fine, e che vinca il migliore!


Fine. Comunque vada, la stagione che ci lasciamo alle spalle è sicuramente stata una delle più entusiasmanti della storia del Circus.

Aldilà dei dati statistici, è la prima volta che all’ultimo appuntamento in lizza restano ancora ben 4 piloti, il campionato che va a chiudersi è stato un concentrato di sfide sportive difficilmente a breve riproponibili.

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.5 piloti (Alonso, Webber, Vettel, Hamilton, Button) ad alternarsi in vetta alla classifica, di 3 scuderie (Ferrari, Red Bull, McLaren) diverse. Quegli stessi 5 tutti in grado di agguantare più di una vittoria. Altri 3 piloti (Massa, Rosberg, Kubica) e altre 2 scuderie (Mercedes, Renault) ad aggiungersi alla mischia di coloro che hanno agguantato almeno un podio. A loro si aggiunge la perla della pole di Hulkenberg su Williams della scorsa settimana.

Pioggia, sorpassi, colpi di scena, incidenti, polemiche. Non è mancato nulla. Neanche la noia, certo, la F1 è spesso noia. Lo show è l’anomalia, se fosse quotidianità, non sarebbe la stessa cosa. E quest’anno di anomalie ce ne sono state parecchie, al punto da renderle quasi, appunto, la quotidianità.

Una gran bella quotidianità, specie se si pensa alle recenti stagioni del domino Rosso. La Ferrari di Todt, il male della F1. Per non parlare di quella del 96, dove di campioni non ce n’erano. O quella del 93 dove la Williams aveva 1,5 secondi di vantaggio sul resto del mondo… e così via…

Il tempo darà giusto lustro a quella che è stata a tutti gli effetti una grandissima stagione. Sarebbe ora un vero peccato rovinare tutto, facciamo dunque le cose per bene: il contatto ci può stare, Abu Dhabi è la resa dei conti. Giusto provarci, giusto resistere. Sono le corse. Quello cui dispiacerebbe assistere è l’ormai classica manovra premeditata.

A questo proposito, auguri al ns Emanuele Pirro, dall’alto della Sua irripetibile esperienza ultratrentennale nelle competizioni, chiamato in commissione gara in qualità di ex-pilota. Ex non lo è per niente e, a parte ciò, occasione più scomoda per l’esordio nel ruolo proprio non poteva capitargli.

Auguri anche e soprattutto ai protagonisti in pista, il tempo delle chiacchere è finito.

Visto che il paradosso vuole che il mondiale ce lo si giochi nel deserto, visto che petrolio batte cultura motoristica 4-0, pensando a dove invece le corse si fanno da un pezzo: “Ladies & Gentleman, start you engines” e che vinca il migliore!



  1. novembre 17, 2010 alle 2:36 pm

    Ciao Vittorio,
    la stampa estera è stata ridicola… dire che Pirro sarebbe stato potenzialmente pro-Ferrari è un’assurdità. é colpa soprattutto della Ferrari se la Sua carriera in F1 è stata tanto breve, va be’, tu lo saprai già sicuramente!

  2. novembre 12, 2010 alle 10:25 pm

    In bocca al lupo a Emanuele che è altamente competente, serio e responsabile. Alla faccia di tutti quelli che lo stanno criticando uslla stampa estera per mettergli pressione.

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