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All’inferno e ritorno


Le competizioni sono insite nel nome Mercedes tanto che la prima vettura del 1902 a riportarne il marchio fu concepita appositamente per le corse. Dopo oltre 100 anni, seppur attraversando momenti durissimi, nulla è cambiato.

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.Fin dagli arbori, la stella a 3 punte nasce per primeggiare in pista.

La prima pietra miliare in tal senso è posta nel 1908 a Dieppe. I francesi, convinti della loro supremazia tecnica e di guida, si assiepano in 300000 ai lati del percorso assistendo a una disfatta totale.

Così come oltremanica, terra di conquista è anche l’Italia. Alla Targa Florio del 22, Masetti vince coprendo la propria Mercedes bianca, il colore delle vetture tedesche, col rosso di casa nostra allo scopo di eludere “le sorprese” che il pubblico riservava agli stranieri. Il bis giunge 2 anni più tardi con Alfred Neubauer che usa lo stesso “trucco” e, forse memore di ciò, darà poi origine alla leggenda delle “Frecce d’argento”.

Avviene alla vigilia del GP del Nurburgring dove, causa 1 kg di troppo, le W25 sono fuori limite. Il team manager, ruolo da lui inventato dopo che per obesità molla la carriera di pilota, raschia la vernice fino a far affiorare l’alluminio del telaio sottostante.

Sotto la sua gestione Rudolf Caracciola spezza l’egemonia italica alla 1000Miglia, conquista 3 titoli europei (il mondiale ancora non c’era) e sfreccia a 432km/h nella drammatica caccia al record contro l’Auto Union di Rosemeyer.

Dopo la guerra, per Alfred è tutto da rifare, Stoccarda è un cumulo di macerie. La splendida 300SL a “ali di gabbiano” è così pronta solo nel 52. Con essa Lang vince subito la 24h di Le Mans e la Carrera Panamericana, nonostante l’impatto con avvoltoi gli frantumi il parabrezza e giunga al traguardo sanguinante.

Nel 55 Fangio conferma l’iride in F1 e Moss domina le corse stradali, nulla sembra poter affondare la corazzata Mercedes. Manca solo la “formalità” della Sarthe che, invece, si trasforma in un inferno tale da indurre al ritiro.

Bisognerà attendere decenni affinché, tramite Sauber, ci si riaffacci a Le Mans prima, dove Mercedes vince nell’89, e nel Circus poi. Un viaggio di ritorno agli arbori lunghissimo cui, di lì a poco, porrà fine Mika Hakkinen.

  1. maggio 20, 2013 alle 6:51 pm

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